C’era una volta un vecchietto che piantò una piccola rapa e disse: “Cresci carnosa e forte”. E la rapa crebbe carnosa, forte e tanto grande.

Un giorno il vecchietto andò nell’orto per coglierla, ma tira tira non riuscì a strapparla. Chiamò allora una vecchina, che si mise a tirare il vecchietto, che a sua volta tirò la rapa. Tira tira, non riuscirono a sradicarla.

Allora la vecchina chiamò la nipotina, che tirò la vecchina, che tirò il vecchietto, che a sua volta tirò la rapa. Ma nemmeno questa volta riuscirono a strapparla.

La nipotina chiamò allora il suo cagnolino nero. Il cane tirò la nipotina, che tirò la vecchina, che tirò il vecchietto, che tirò la rapa. Tira e tira, la rapa non si muoveva di un millimetro.

Il cane nero chiamò il gatto, il gatto tirò il cane nero, il cane nero tirò la nipotina, la nipotina tirò la vecchina, la vecchina tirò il vecchietto, il vecchietto tirò la rapa. Tutti insieme tirarono e tirarono ancora, ma la rapa rimaneva salda al suo posto.

Il gatto chiamò il topo, il topo tirò il gatto, il gatto tirò il cane nero, il cane nero tirò la nipotina, la nipotina tirò la vecchina, la vecchina tirò il vecchietto, il vecchietto tirò la rapa. E finalmente, grazie ad un topolino, la rapa venne fuori“.

Delicato, vero? Ci ha fatto riflettere e ci ha anche dato della carica.

Certo il messaggio non è nuovo: l’unione fa la forza, è la somma che fa il totale, non arrenderti e riuscirai… Ma l’immagine di una creatura piccola e debole come un topino che si rivela determinante per la riuscita di un’impresa ci ha strappato un sorriso e ci ha ricordato che, per quanto insignificanti e impotenti possiamo sentirci in un Sistema apparentemente invincibile, siamo in realtà vitali per le lotte che decidiamo di intraprendere. Ognuno di noi. Dal vecchietto che non si arrende, agli amici che lo aiutano, fino alla gocciolina che fa traboccare la diga.