Una decina di giorni fa è stato pubblicato sul sito di REES Marche un interessante articolo ad opera di Loris Asoli, tra i fondatori della Rete di Economia Etica e Solidale, al quale siamo legati da un rapporto di amicizia oltre che di profonda stima, data dal suo impegno quotidiano. Con questo articolo, Loris fornisce un quadro d’insieme di come si sta realizzando un rinnovamento dal basso delle dinamiche economiche locali. É un’analisi degli impegni e delle azioni grandi e piccole che già da anni diverse persone, singolarmente e in gruppi, hanno deciso di compiere e che stanno portando al miglioramento della vita quotidiana e della consapevolezza civica di molti.

Noi condividiamo gli ideali che stanno alla base di queste cinque vie per il rinnovamento, gli stessi ideali per i quali ci siamo associati a REES Marche a partire dalla fondazione di BeFair; le azioni e i progetti che stiamo portando avanti si inquadrano in questa sintesi.

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo.

Le cinque vie per la costruzione

di una nuova civiltà etica

Il bisogno di rinnovare dalle radici la nostra civiltà si fa sempre più pressante e urgente, di fronte alla crisi economica, culturale, valoriale, istituzionale, ecologica, energetica, climatica.
Tante persone cercano di muoversi in qualche direzione, per porre degli argini al degrado e costruire su nuove basi. Molti stimoli giungono da più parti, persone, associazioni, esperienze, movimenti.
Vediamo quali sono le cinque direzioni lungo le quali ci si sta muovendo per realizzare un rinnovamento etico e strutturale.

1. PRATICHE VIRTUOSE

Molte persone ed esperienze si muovono nella direzione di attivare nella loro vita quotidiana e nel loro lavoro, pratiche virtuose contrapposte alle pratiche usuali che vengono ritenute come negative. Così è, per esempio, la pratica dell’agricoltura biologica rispetto a quella chimica, la pratica del commercio equo rispetto al commercio convenzionale, la pratica della finanza etica, del software libero e della condivisione delle conoscenze, delle produzioni ecologiche, del Km-zero o della filiera corta, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, della sobrietà nei consumi, dei Gruppi di acquisto solidale, delle produzioni cooperative, delle medicine olistiche e tante altre pratiche virtuose.

2. RETI E DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE

Una pratica più avanzata, che ha le precedenti come base, è quella delle reti e dei distretti di economia solidale (RES/DES). Le pratiche virtuose precedenti, inserite nell’attuale sistema, rischiano di essere ad esso funzionali attenuandone le criticità, che però dipendono dal sistema stesso e possono essere risolte solo con un cambiamento sistemico. Le RES e i DES rappresentano un tentativo, ancora molto giovane, di mettere insieme, sui territori, tutti i settori produttivi virtuosi, per un progetto comune di costruzione diretta, dal basso, di una nuova economia e una nuova cultura, fondate sui valori, principi e pratiche dell’ecologia e dell’equità sociale. Questo tentativo è basato sull’incontro diretto tra produttori, consumatori, finanziatori e, possibilmente, istituzioni locali, per porre in essere un sistema di nuove pratiche economiche, fondate sulla collaborazione e la piena trasparenza, oltre che sulla ecologia e l’equità. Il rinnovamento dovrebbe coinvolgere, oltre al mondo economico anche quello culturale e quello istituzionale, verso una nuova democrazia più effettiva e partecipata. Si tratta di una concezione “glocalistica”, in cui si cerca di porre le basi del nuovo sistema a livello di distretti locali (DES), ma con un coordinamento delle esperienze che salga, solo per gli aspetti necessari, verso le regioni, gli stati, i continenti, fino a realizzare una nuova economia e civiltà planetaria, nel rispetto della libertà di tutti e della “biodiversità” delle esperienze.

3. COMUNITÁ

Un altro terreno su cui il movimento rinnovatore si muove è quello del tentativo di costruire Comunità, fondate su valori e principi comuni, che creino in piccolo modelli di vita sociale, comunitaria e abitativa alternativi a quelli usuali. Di fronte al degrado della vita sociale e istituzionale, alla riduzione sempre più accentuata delle garanzie sociali, ad una vita anonima, individualizzata e conflittualizzata, si cerca di porre rimedio con esperienze comunitarie di vario genere: ecovillaggi, villaggi ecosolidali, co-housing (abitazioni collettive, con spazi comuni), piccole comunità di lavoro, o di abitazione, comunità di accoglienza, comunità su basi ideali o spirituali o religiose, ritorno alla terra verso l’autosufficienza per sganciarsi il più possibile da un sistema ritenuto non più tollerabile per i suoi effetti mortiferi sulla vita del pianeta e delle persone. Mentre le pratiche virtuose e le Reti e Distretti di Economia solidale puntano ad una trasformazione della intera società, le esperienze comunitarie tendono a creare dei piccoli modelli e spazi in cui la vita individuale quotidiana possa avvenire subito in un contesto diverso e migliore di quello conflittuale e conflittualizzante della nostra società attuale.

4. GRUPPI POLITICI

Nonostante la crisi della politica, ci sono gruppi e movimenti che non vogliono rinunciare al metodo “democratico” delle elezioni, per portare un rinnovamento della politica, delle istituzioni e della società, con programmi alternativi a quelli convenzionali o portando con forza all’attenzione pubblica soltanto alcune tematiche specifiche, come quella dei beni comuni, dell’acqua pubblica, della difesa del territorio, della difesa delle varie libertà o dei posti di lavoro.

5. PRATICHE DI EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA

Forse il movimento più sotterraneo e più consistente, che prepara un rinnovamento, è quello che vede nella attuale società lo specchio della coscienza degli individui e punta, per primo, al rinnovamento interiore come base per il rinnovamento esteriore. C’è da dire che ci sono un’infinità di gruppi, di ogni genere, e tendenze culturali e spirituali le più disparate, anche molto contraddittorie fra di loro, per cui occorre fare attenzione. Ciascuno potrà trovare un percorso adatto alla propria fase di vita, cercando di stare alla larga da gruppi e pratiche dove siano richiesti sostanziosi apporti finanziari o si crei dipendenza da persone o sostanze o si realizzi una netta separazione dalle persone fuori dal gruppo. Di comune si fa strada la consapevolezza dell’importanza del mondo interiore dell’uomo, fatto dei suoi pensieri, immaginazioni, sentimenti, emozioni, sensazioni, impulsi volitivi, intenti, fino alle capacità intuitive, meditative, contemplative, di ispirazione e sensitive. Il tutto ha una costellazione diversa per ogni individuo, chiamata “coscienza” o “stato di coscienza” dell’individuo ( senza che per questo si debbano trascurare “stati di coscienza” di gruppi, comunità, popoli).
Molte persone e molti gruppi lavorano appunto per una evoluzione positiva dello stato di coscienza individuale, sia per favorire l’acquisizione di nuove capacità e valori, o la guarigione da malattie o la liberazione da programmi interiori negativi, sia per porre le basi di una nuova etica individuale e sociale. Tutto questo mentre i vari mass media incancreniti continuano a propinare i valori del successo personale, del potere, della ricchezza esteriore, dell’apparire, del conflitto, della violenza, del consumismo ad oltranza, del corpo mercificato, della menzogna.

E’ necessario invece che gli uomini e le donne di buona volontà continuino a muoversi, con motivazione ma anche con gioia e spontaneità, lungo le cinque vie del rinnovamento. Sono le minoranze profetiche che hanno sempre portato la trasformazione positiva del vivere sociale. E sembra sia giunto il tempo di preparare mutamenti epocali e planetari, anche se a partire dal piccolo, dalla vita quotidiana, dalla propria coscienza e dalle esperienze di unità e comunità che si riesca a realizzare con gli altri.

In questo articolo non ho voluto approfondire nessuna delle cinque vie, ma solo metterle insieme come una unità. E’ importante che non le si veda come fra loro contrapposte, dedicandosi esclusivamente all’una e trascurando o svalorizzando le altre. Una visione olistica, una visione sistemica e globale, che cerchi di cogliere i nessi fra le parti, ci porta a dare importanza a tutte le cinque vie, anche se nella nostra vita individuale riusciremo a dare ad esse energie differenziate, più a una o due di queste vie che non a tutte contemporaneamente.

Le cinque vie per la costruzione di una nuova civiltà etica, Loris Asoli, 13 dicembre 2010
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