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	<title>BeFair &#187; Pensieri e parole</title>
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	<description>Sustain the world for fun and profit</description>
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		<title>BeFair e l&#8217;economia solidale</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 06:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fero</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[EcoSol]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno a tutti. È stato ed è ancora un periodo molto pieno per me e per il progetto beFair. Pieno di attività e di soddisfazioni, ma purtroppo l&#8217;aumentata operatività quotidiana mi ha reso difficile portare avanti il quadro generale. E questo non è bene. Ci sono stati pochissimi aggiornamenti su questo sito da quando Francesca si sta dedicando ad altro, e ho deciso di far sopravvivere beFair come progetto, non più come azienda, in attesa di riorganizzare un gruppo di lavoro che potesse  portare avanti i percorsi aperti in modo più strutturato ed efficace. E ovviamente pensando di riaprire. Citando &#8230; <a href="http://www.befair.it/2011/10/03/befair-e-leconomia-solidale/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Buongiorno a tutti.</div>
<div>È stato ed è ancora un periodo molto pieno per me e per il progetto beFair. Pieno di attività e di soddisfazioni, ma purtroppo l&#8217;aumentata operatività quotidiana mi ha reso difficile portare avanti il quadro generale. E questo non è bene. Ci sono stati pochissimi aggiornamenti su questo sito da quando Francesca si sta dedicando ad altro, e ho deciso di far sopravvivere beFair come progetto, non più come azienda, in attesa di riorganizzare un gruppo di lavoro che potesse  portare avanti i percorsi aperti in modo più strutturato ed efficace. E ovviamente pensando di riaprire. Citando una fra le tante belle frasi di Carlo Pentimalli direi: &#8220;<span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;"><em>if I say I will / I might even fall / but you can never tell</em>&#8221; (se dico che voglio / potrei anche fallire / ma non potrai mai dirlo) &#8211; da <a title="Testo di Lime Tea Box" href="http://www.cpenti.it/akiwi/akiwi11.html" target="_blank"><em>Lime Tea Box</em></a> &#8211; <span style="color: #008000;">a Kiwi (the legendary green album)</span>.</span></div>
<div>
<p><span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;">Dal 2009 mi sto addentrando nell&#8217;economia solidale, in <a title="Il sito dell'associazione REES Marche" href="http://www.reesmarche.org" target="_blank">REES Marche</a> (Rete di Economia Etica e Solidale delle Marche), sempre in maniera più intensa perché, <strong>frequentandola, in particolare alle riunioni del consiglio</strong>, ho riscontrato che i presupposti e le intenzioni di beFair sono simili a quelli di tante altre persone che operano in vari settori economici ed aree di interesse, spesso meno sviluppati del software libero, ma che <strong>hanno a denominatore comune, il confronto, l&#8217;attenzione e la sensibilità al rapporto e al rispetto delle persone</strong>, appunto <strong>la solidarietà. </strong>Ho riscoperto con grande piacere il significato di questa parola (anche se purtroppo ancora, dati gli impegni di cui sopra, non riesco a praticarla come vorrei).<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;">Apprezzo l&#8217;attività di REES Marche perché (cit Rino Gaetano &#8211; <em>Io scriverò</em>) <em>nella vita</em> <em>non ho incontrato mai / veri mattatori e veri ombrellai / ma gente, capace di chiederti, solo &#8220;come stai?&#8221;</em>. Infatti<em> </em>raramente ho incontrato persone determinate e tenaci nel portare avanti progetti ambiziosi. Persone che credono che un mondo migliore è possibile.Con questa associazione, e tutto l&#8217;ampio movimento dell&#8217;Economia Solidale, si sta mettendo realmente in discussione il sistema economico, <strong>interrogandosi</strong> su come cambiarlo dall&#8217;interno e <strong>aggregando, o mettendo in campo esperienze concrete</strong> come quelle dei <a title="Rete nazionale dei Gruppi di Acquisto Solidale" href="http://www.retegas.org/" target="_blank">Gruppi di Acquisto Solidale</a> (GAS), e, più recentemente, la sperimentazione dei <a title="Distretti di Economia Solidale" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_1978.html" target="_blank">Distretti di Economia Solidale</a> (DES).</span></p>
<p>Il Software Libero è un settore importante e strategico per l&#8217;economia etica e solidale, e di questo vi scriverò nei successivi articoli, sulla scia di una presentazione che andrò a fare a <a title="Evento &quot;io scelgo, io cambio&quot; - Festa provinciale dei GAS (Macerata)" href="http://desmacerata.it/blog/2011/09/21/programma-completo-io-scelgo-io-cambio/" target="_blank">Civitanova per l&#8217;evento &#8220;Io scelgo, io cambio&#8221; dell&#8217; 8 e 9 ottobre</a>.È proprio per questo che il contesto dell&#8217;economia solidale dovrebbe essere uno dei contesti privilegiati in cui si fa promozione di questa tipologia di software allargando la platea a molti altri ascoltatori ignoranti (in senso buono) dell&#8217;informatica, ma <strong>sensibili ai valori di rispetto e libertà dei soggetti che utilizzano software e della conoscenza da esso trasmessa</strong>.</p>
<p>Per tutti questi motivi BeFair supporta l&#8217;economia etica e solidale.</p>
<p>Detto ciò vi lascio all&#8217;articolo &#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;economia solidale&#8221; del 2005 scritto dall&#8217;<em>amico-vate</em> Loris Asoli. L&#8217;ho riprodotto nella sua versione estesa. Potete <a title="Articoli su &quot;l'economia solidale&quot; di REES Marche" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_289.html" target="_blank">trovarne anche dei riassunti</a>, ma ritengo che valga la pena di leggerlo per intero.</p>
<p><span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;"><br />
</span></p>
<h1>Che cos&#8217;è l&#8217;economia solidale</h1>
<h3>di Loris Asoli</h3>
<p><em>Riportato così com&#8217;è da <a title="Che cos'è l'economia solidale di Loris Asoli" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_64.html" target="_blank">http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_64.html</a></em></p>
<div>7 settembre 2006 &#8211; Loris Asoli</div>
<div>Fonte: Bollettino Res Marche N°5 Anno 1 &#8211; 03 marzo 2005</div>
</div>
<div>
<h3>[documento integrale]</h3>
<p>All’interno del nostro sistema economico, che viene definito  “neoliberismo capitalista”, sono sorte, da parte di alcuni settori,  gruppi di imprese e consumatori, delle pratiche economiche che  contraddicono il modo di essere e di operare  dell’economia  convenzionale e si basano su principi diversi.<br />
Il tornaconto  personale e d’impresa  e l’utilitarismo non vengono posti in primo  piano, come criteri guida dell’agire economico, ma si dà priorità al  rispetto per l’ambiente, alle relazioni umane di equità e giustizia e al  “tornaconto” sociale, cioè al “tornaconto” dell’umanità nel suo  complesso.<br />
L’Economia Solidale vuole cercare di estendere gradualmente questi principi a tutta l’economia<br />
Vediamo intanto brevemente alcuni di questi settori che hanno fornito e  forniscono lo spunto di partenza per l’economia solidale</p>
<h4>Il commercio Equo e Solidale</h4>
<p>Mentre nell’economia convenzionale i commercianti cercano di ottenere  le merci al più basso prezzo possibile, nel settore del Commercio Equo e  Solidale avviene qualcosa di sensazionale: i commercianti desiderano  pagare le merci importate ad un prezzo più alto rispetto a quello del  mercato.   Lo fanno perché riconoscono che l’economia convenzionale crea  dei meccanismi di sfruttamento delle popolazioni del “terzo” mondo e  perché sempre più consumatori consapevoli non vogliono sentirsi  coinvolti in queste pratiche di sfruttamento.   Inoltre il Commercio  Equo si basa sulle relazioni dirette, di conoscenza e di scambio, anche  culturale, che vengono instaurate con i gruppi di produttori dai quali  si importa.   Il Commercio Equo cerca di favorire, fra le popolazioni  povere, la creazione e gestione di imprese produttive solidali, che  possano rendersi indipendenti dai grandi commercianti tradizionali, che  cercano solo il prezzo più basso e i più alti utili.  Cerca inoltre di  favorire le pratiche produttive ecologiche.</p>
<h4>Agricoltura Biologica</h4>
<p>Anche qui l’impulso originario era basato sugli ideali e non sul  tornaconto.   In questo caso si voleva realizzare la “solidarietà” con  la natura e fra gli uomini, si voleva non inquinare l’ambiente, le falde  acquifere e i cibi con prodotti chimici nocivi e si volevano offrire  dei cibi di alto valore nutritivo.  Questo comportava pratiche agricole  che richiedevano più impegno e lavoro, in tempi in cui non c’era ancora  un mercato particolare per i prodotti così ottenuti.  Si cercava inoltre  anche un nuovo modo di lavorare e rapportarsi,  non solo con la natura,  ma anche fra gli esseri umani.  Dopo che questo settore ha ottenuto  successo presso i consumatori e le istituzioni, da parte di alcuni nuovi  operatori, è diventato l’occasione di “fare affari” come i settori  tradizionali.  Tuttavia la maggior parte delle aziende attuali conserva  ancora gran parte dello spirito originario.</p>
<h4>Altre Pratiche Ecologiche</h4>
<p>Nel campo del rispetto e della tutela dell’ambiente e della salute  sono poi sorti numerosi altri settori, pratiche e soggetti come, per  esempio, la Bioedilizia e Bioarchitettura, le Energie rinnovabili, le  Associazioni ambientaliste, la Medicina “olistica”, l’Ecologia nei  detergenti, nella cosmesi, nei tessuti, negli spazi abitativi e negli  apparati elettromagnetici, l’Ecologia nella gestione dei rifiuti  (recupero e riciclo).  Anche tutte queste pratiche, ed altre simili, in  genere, anche se non sempre,  mettono in primo piano altri valori  rispetto a quelli dell’utilitarismo immediato e cioè, come  nell’agricoltura biologica si cerca soprattutto di realizzare prodotti e  servizi non nocivi ma favorevoli alla natura, all’ambiente e all’uomo e  cercando di instaurare nuovi rapporti sociali.</p>
<h4>Cooperative Sociali</h4>
<p>Mentre il nostro sistema economico tende ad emarginare i soggetti più  deboli, basandosi sulla concorrenza e sulla lotta per la conquista del  mercato, questo tipo di imprese, al contrario, cerca di valorizzare  proprio i soggetti più deboli ed esclusi, riconoscendo il valore e la  dignità di tutti.</p>
<h4>Cooperazione</h4>
<p>Mentre le imprese convenzionali sono basate sulla ricerca di un utile  quanto più alto per gli imprenditori e per i soci o azionisti, nelle  cooperative gli impulsi costitutivi sono quelli della cooperazione,  solidarietà, equità nei rapporti di lavoro e di responsabilità dei  soggetti coinvolti.   I soci lavoratori delle cooperative di lavoro, per  esempio, non possono ripartirsi gli utili d’esercizio, tranne che una  eventuale piccola percentuale, né hanno diritti sul capitale quando  fuoriescono dall’impresa, anche per pensionamento. Né hanno diritti sui  capitali residui, all’eventuale cessazione dell’azienda. L’impresa  cooperativa è dunque un’impresa sociale, di cui possono usufruire le  nuove generazioni.  Certo bisogna distinguere fra cooperative e  cooperative, ma anche esse portano in sé una natura che, in alcuni  aspetti, contraddice quella delle imprese convenzionali.</p>
<h4>Cooperazione Internazionale</h4>
<p>Anche in questo settore l’impulso genuino ed originale era quello di  essere d’aiuto alle popolazioni in difficoltà, quindi ancora un impulso  antiutilitaristico.  Poi vari “potentati” di questo mondo hanno voluto  creare anche delle imprese e associazioni di comodo, da affiancare a  loro negli incontri internazionali ad alto livello (ONU, ecc), per  continuare a coltivare i loro interessi particolari, con la copertura  culturale di associazioni e imprese compiacenti della Cooperazione  Internazionale.  Tuttavia il desiderio di pervenire ad una umanità che  viva nell’uguaglianza, nella solidarietà e nella fratellanza, oltre che  nella libertà, rimane l’impulso corretto che fa riconoscere le  organizzazioni più valide di questo settore.</p>
<h4>Software libero</h4>
<p>Il software libero, nel campo dell’informatica, preannuncia l’era in  cui, in tutti i campi della conoscenza umana, non vi saranno più segreti  e brevetti, ma le scoperte e le innovazioni saranno subito messe a  disposizione di tutti e da tutti potranno essere migliorate.  Anche qui è  presente una pratica, la condivisione delle conoscenze, che è volta  all’interesse generale e contro interessi individuali particolaristici.</p>
<h4>Turismo Responsabile</h4>
<p>In questo settore stanno sorgendo imprese che favoriscono un turismo  basato su esperienze di incontro diretto e favoreggiamento delle  popolazioni povere dei paesi con interesse turistico, senza il tramite  delle grandi agenzie e strutture alberghiere di stampo occidentale e  senza pratiche di “inquinamento” turistico, ma con l’interesse ad uno  scambio relazionale e culturale alla pari.</p>
<h4>Finanza Etica</h4>
<p>Importantissimo questo settore che raccoglie intorno a sé tutti quei  risparmiatori che vogliono indirizzare coscientemente il loro denaro,  per favorire le persone e le aziende nei cui valori e nella cui pratica  possano riconoscersi, invece di depositare il loro denaro all’ammasso  presso banche che poi finanziano anche guerre, produzioni di armi,  evasioni fiscali, riciclo di denaro “sporco”, imprese che sfruttano  interi paesi e popolazioni,ecc.<br />
Inoltre troviamo anche qui un  criterio antiutilitaristico: mentre le banche convenzionali finanziano  solo chi può dare adeguate garanzie, la finanza etica finanzia le  persone e i progetti meritevoli indipendentemente da garanzie in beni e  capitali.</p>
<h4>Gruppi di Acquisto Solidale e Consumo Critico</h4>
<p>Per favorire le produzioni ecologiche e solidali importantissimo,  essenziale, è il settore del consumo.    I consumatori stanno prendendo  coscienza sempre più del loro potere di indirizzare la produzione con le  loro scelte quotidiane di consumo. Nascono così numerose pratiche  (Consumo critico, Gruppi di acquisto solidale, Bilanci di  giustizia,ecc.) in cui i consumatori si organizzano, sia per attivare  una coscienza di consumo più ecologica a livello individuale e  familiare, sia per ostacolare imprese il cui comportamento è negativo  nei riguardi dell’ambiente e delle persone e sia per favorire le imprese  ecosolidali.</p>
<h4>Le Imprese Etiche”</h4>
<p>Fatto interessante è che tutte queste pratiche, vecchie e nuove,  basate sull’adesione a certi valori, più che sul tornaconto personale,  stanno “contaminando” il mondo delle imprese convenzionali. Sempre più  si parla di “impresa etica”, “impresa ecosostenibile”, “impresa  responsabile”, e così via, e si stabiliscono anche regolamenti a livello  dell’Unione Europea o internazionali (norme ISO 14001,  regolamento  EMAS, ecc).   Anche se spesso è la ricerca di “belletto” e di convalida  sociale e commerciale che muove molte aziende in questa direzione,  tuttavia queste tendenze non possono che essere viste in modo  favorevole.   Dalla società civile e dal mondo delle imprese produttive  sorge sempre più la domanda di un’economia “altra”, sostenibile, equa,  partecipativa ed ecologica.   Purtroppo, alcune grosse imprese  multinazionali, essendo consapevoli di questa tendenza, cercano di  confondere le acque, aggiustandosi delle etichette di eticità che non  competono loro.<br />
Inoltre, finché si rimane nei meccanismi  economici, finanziari, monetari, istituzionali e di potere di questo  tipo di sistema è impossibile dare una vera risposta positiva alla  richiesta di una economia etica e solidale.</p>
<h4>I Criteri per le Imprese dell&#8217;Economia Etica e Solidale.</h4>
<p>Da tutte le pratiche economiche “alternative” che abbiamo descritto  si possono sintetizzare, e lo si è fatto, alcuni criteri per definire le  Imprese dell’Economia Etica e Solidale.    Li possiamo sintetizzare nei  seguenti criteri generali:</p>
<ol>
<li> Ecologia</li>
<li> Solidarietà e collaborazione</li>
<li> Equità</li>
<li> Rispetto per le persone</li>
<li> Partecipazione (dei lavoratori alla vita e alla responsabilità dell’impresa)</li>
<li> Responsabilità</li>
<li> Uso sociale degli utili  (in contrapposizione ai grandi accumuli individuali)</li>
<li> Rapporti corretti con l’esterno (clienti, fornitori, istituzioni)</li>
<li> Impegno nell’economia locale  (rapporto col territorio)</li>
<li> Disponibilità a collegarsi ed operare in rete</li>
<li> Coltivazione del bene comune</li>
</ol>
<p>In questa sintetica presentazione dell’Economia solidale non si scende in dettaglio su questi criteri.<br />
C’è da dire che le imprese che abbiamo menzionato non soddisfano a  tutti questi criteri contemporaneamente ma, in genere, solo ad alcuni.  Per esempio le imprese che fanno agricoltura biologica soddisfano al  criterio dell’ecologicità, ma non è detto che soddisfino anche agli  altri.  Le imprese cooperative soddisfano al criterio degli utili  sociali, ma non sempre anche agli altri. Analogamente per gli altri  settori.  Tuttavia l’economia solidale tende a prendere gli aspetti  positivi di ciascuno di questi settori e poi a sommarli insieme,  cercando di favorire gradualmente lo sviluppo di imprese che soddisfano  contemporaneamente a tutti i criteri.<br />
In relazione a questi  criteri si pensa anche alla possibilità di istituire un marchio per  riconoscere le imprese e i prodotti dell’Economia etica e Solidale.  Lo  si potrà fare dopo aver creato una struttura associativa adeguata e  delle normative di marchio condivise fra gli operatori del settore.</p>
<h4>Le Reti dell&#8217; Economia Etica e Solidale</h4>
<p>Un  fatto nuovo e interessante è quello dello sviluppo delle Reti.   Mentre fino a poco tempo fa i settori sopra menzionati hanno agito più o  meno separatamente, ora tendono a creare “alleanze” e “sinergie”,  culturali ed economiche, al fine di rafforzarsi reciprocamente e di  prendere il buono l’uno dall’altro.<br />
Questo processo di costruzione  delle reti (nazionale e locali) dell’Economia etica e solidale, in  Italia è appena all’inizio, mentre in alcuni stati esteri è ad uno  stadio più avanzato (esempi: Brasile, Argentina, Francia, Spagna…).   Tuttavia le potenzialità della rete italiana sono, probabilmente ancora  più elevate, perché nel nostro paese esiste un fitto tessuto di  esperienze nei settori sopra indicati e un’apertura generale a queste  tematiche.</p>
<h4>Un nuovo sistema sociale ed economico</h4>
<p>Il fatto più interessante è che all’interno di queste aziende e  associazioni e di queste reti e distretti si incomincia a pensare non  solo di stabilire dei collegamenti, ma anche di creare le basi per un  vero e proprio nuovo sistema economico, alternativo a quello del  capitalismo neoliberista, capace di prenderne gli aspetti positivi e di  risolvere i gravissimi problemi e contraddizioni che esso genera. Questo  comporta di coinvolgere sempre più persone e imprese di ogni settore in  un progetto di trasformazione dal basso dell’economia complessiva.<br />
I criteri visti precedentemente riguardano le singole imprese (la  microeconomia), ma sulle basi di queste tendenze si possono stabilire  alcuni criteri simili anche per il sistema economico nel suo complesso  (la macroeconomia).<br />
E cioè l’Economia solidale vuole mettere le basi per un sistema sociale ed economico che:</p>
<ul>
<li>non genera disoccupazione, ma valorizza tutti i soggetti con  possibilità di lavorare ed esprimere le loro potenzialità e capacità</li>
<li>non esclude e non marginalizza i più deboli, come fa l’attuale sistema,  ma valorizza tutte le individualità</li>
<li>non concentra la maggior parte delle ricchezze e del potere nelle mani di pochi popoli e individui</li>
<li>è equo nella ripartizione dei redditi e delle risorse</li>
<li>ha attenzione e cura per l’ambiente naturale e conserva il pianeta in buono stato per le generazioni future</li>
<li>rispetta i diritti di tutti i popoli su tutta la terra e le diversità culturali</li>
<li>favorisce una gestione più partecipata e responsabile delle imprese e delle attività produttive</li>
<li>non concentra ed occulta le conoscenze tecniche e scientifiche, ma le mette a disposizione di tutti</li>
<li>risolve le cause dei conflitti bellici e favorisce l’avvento di un’era di pace su tutta la terra</li>
</ul>
<p>La nascente economia etica e solidale tende anche a stabilire delle  “alleanze” nell’ambito del mondo della cultura, per lo sviluppo di una  cultura libera ed etica, e nell’ambito delle istituzioni (comuni,  province, regioni, ecc.) per una collaborazione sul territorio.</p>
<h4>I distretti dell’Economia Etica e Solidale</h4>
<p>Lo sviluppo della Rete Italiana di Economia Solidale (RES) è partito  da un incontro nazionale tenutosi a Vedova il 19 Ottobre 2002, promosso  dalla Rete Lilliput ma aperto a tutti.<br />
In seguito a questo  incontro si è costituito un gruppo di lavoro che ha ricevuto,  dall’Assemblea dell’incontro, l’incarico di elaborare una proposta per  lo sviluppo della rete dell’economia Solidale in Italia.  Questo gruppo,  dopo vari incontri, ha elaborato un documento che indica i principi  generali dell’economia solidale e propone di realizzare e sviluppare la  Rete nazionale attraverso articolazioni locali definite “Distretti  dell’Economia Solidale”.  Sul singolo territorio si vogliono realizzare  il collegamento, la sinergia e l’azione comune dei soggetti locali  dell’economia solidale.  Imprese produttrici, lavoratori, finanziatori e  consumatori dell’economia solidale si incontrano e si alleano sul  territorio per sostenere e sviluppare l’economia solidale locale e  generale.<br />
Descrizioni più ampie dei distretti dell’economia etica e solidale si possono trovare sul sito web  <a href="http://www.retecosol.org./">http://www.retecosol.org.</a> La fase realizzativa dei Distretti è ai suoi primi passi in varie parti  d‘Italia, Attualmente c’è in molte parti d’Italia un gran fermento di  iniziative interessanti, legate allo sviluppo dell’Economia solidale:  fiere, mercati, centri commerciali, convegni, seminari, scuole, incontri  e manifestazioni varie, pubblicazione di guide e altro.<br />
Si  prevede uno sviluppo abbastanza rapido di questa nuova forma di  economia, soprattutto se gli enti pubblici daranno il loro contributo,  come è auspicabile</p>
</div>
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		<title>150 anni, una scelta &#8211; la mia esibizione alla Notte Tricolore del Volontariato</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 02:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fero</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura libera]]></category>
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		<category><![CDATA[FLOSS]]></category>
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		<description><![CDATA[Il centro storico di Fabriano si colora il 26 Agosto 2011 con la Notte Tricolore del Volontariato, un’iniziativa organizzata dalla Consulta Socio Assistenziale di Fabriano e supportata dalla rete Raga 10. RAGA10 dedica la pagina evento a questo scopo. Lì potete vedere le associazioni e i gruppi musicali che si sono iscritti tramite questo canale. Questa è una netta testimonianza di quanto sia efficace conoscersi e lavorare in rete!! Potete leggere informazioni più dettagliate sulla partecipazione di RAGA10 a questo straordinario evento nel post relativo su www.raga10.org. Questo breve testo vuole invece presentare quella che sarà la mia personale esibizione &#8230; <a href="http://www.befair.it/2011/08/23/150-anni-una-scelta-notte-tricolore-del-volontariato/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">Il centro storico di Fabriano si colora il <strong>26 Agosto 2011</strong> con la <strong><a href="http://www.csv.marche.it/web/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=11116:notte-tricolore-del-volontariato-nella-citta-della-carta&amp;catid=9:ultime-notizie&amp;Itemid=131">Notte Tricolore del Volontariato</a></strong>, un’iniziativa organizzata dalla<strong> Consulta Socio Assistenziale di Fabriano</strong> e supportata dalla rete <strong>Raga 10</strong>. RAGA10 dedica la <a title="RAGA10 - pagina evento" href="http://www.raga10.org/evento/" target="_blank">pagina evento</a> a questo scopo. Lì potete vedere le associazioni e i gruppi musicali che si sono iscritti tramite questo canale. <strong>Questa è una netta testimonianza di quanto sia efficace conoscersi e lavorare in </strong><strong>r</strong><strong>ete</strong><strong>!!</strong></p>
<p>Potete leggere informazioni più dettagliate sulla partecipazione di RAGA10 a questo straordinario evento nel <a title="Post sulla Notte Tricolore del Volontariato - 26 agosto a Fabriano" href="http://www.raga10.org/2011/08/notte-tricolore-del-volontariato-26-agosto/" target="_blank">post relativo su www.raga10.org</a>. Questo breve testo vuole invece presentare quella che sarà la mia personale esibizione che terrò alle <strong>ore 22:00 sotto il loggiato S. Francesco (aka le logge)</strong>:</p>
<p style="text-align: left"><a href="http://www.befair.it/wp-content/uploads/2011/08/logo.png"><img class="size-full wp-image-657 aligncenter" src="http://www.befair.it/wp-content/uploads/2011/08/logo.png" alt="Logo 150 anni, una scelta" width="277" height="101" /></a>In che senso?</p>
<p style="text-align: left">Ho pensato che fosse giunto il momento di fissare un punto sulla mia strada: una strada che attraversa un&#8217;intensa attività associazionistica e di partecipazione principalmente online a vari gruppi di Software Libero. Mi sono detto scherzosamente: &#8220;per me è finito il tempo delle mailing-list&#8221;. Infatti è finito il tempo di dedicare, da singolo, energie nel cercare di far crescere gruppi in cui non è né possibile né giusto pretendere maggiore partecipazione o dedizione; è il momento di convogliare tutte le energie in progetti che possano raggiungere concretamente quelle mete importanti che da parecchi anni ormai mi propongo. In questo c&#8217;è l&#8217;importanza di portare avanti sempre meglio il <strong>progetto beFair</strong> che rimane quello <strong>di costituire un gruppo di persone che possano vivere felici supportando l&#8217;innovazione sostenibile</strong>.</p>
<p>Ho deciso quindi che questa sarebbe stata un&#8217;ottima occasione per dare un saluto simbolico: in chiusura della mia attività di coordinatore per il progetto <a title="RAGA10 - Rete Associazioni Giovanili Ambito 10" href="http://www.raga10.org" target="_blank">RAGA10</a>, in questa splendida cornice della Notte Tricolore del Volontariato e del centro storico di Fabriano.</p>
<p><strong>Questa esibizione musicale intende mostrare attraverso 4 brani un percorso che parte dalla presa di coscienza della situazione sociale italiana e globale, per continuare con la scelta personale fatta nella consapevolezza che le nostre azioni ne danno testimonianza ogni giorno.</strong></p>
<p><em>&#8230; solo un&#8217;altra pazza iniziativa di Luca `fero` Ferroni</em><em>&#8230; siate curiosi, alle ore 22:00 sotto le logge!</em><strong><br />
</strong></p>
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		<title>La rapa, un racconto russo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 11:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;C&#8217;era una volta un vecchietto che piantò una piccola rapa e disse: &#8220;Cresci carnosa e forte&#8221;. E la rapa crebbe carnosa, forte e tanto grande. Un giorno il vecchietto andò nell&#8217;orto per coglierla, ma tira tira non riuscì a strapparla. Chiamò allora una vecchina, che si mise a tirare il vecchietto, che a sua volta tirò la rapa. Tira tira, non riuscirono a sradicarla. Allora la vecchina chiamò la nipotina, che tirò la vecchina, che tirò il vecchietto, che a sua volta tirò la rapa. Ma nemmeno questa volta riuscirono a strapparla. La nipotina chiamò allora il suo cagnolino nero. &#8230; <a href="http://www.befair.it/2011/06/01/la-rapa-un-racconto-russo/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>C&#8217;era una volta un vecchietto che piantò una piccola rapa e disse: &#8220;Cresci carnosa e forte&#8221;. E la rapa crebbe carnosa, forte e tanto grande.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un giorno il vecchietto andò nell&#8217;orto per coglierla, ma tira tira non riuscì a strapparla. Chiamò allora una vecchina, che si mise a tirare il vecchietto, che a sua volta tirò la rapa. Tira tira, non riuscirono a sradicarla.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Allora la vecchina chiamò la nipotina, che tirò la vecchina, che tirò il vecchietto, che a sua volta tirò la rapa. Ma nemmeno questa volta riuscirono a strapparla.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La nipotina chiamò allora il suo cagnolino nero. Il cane tirò la nipotina, che tirò la vecchina, che tirò il  vecchietto, che tirò la rapa. Tira e tira, la rapa non si muoveva di un millimetro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cane nero chiamò il gatto, il gatto tirò il cane nero, il cane  nero tirò la nipotina, la nipotina tirò la vecchina, la vecchina tirò il  vecchietto, il vecchietto tirò la rapa. Tutti insieme tirarono e tirarono ancora, ma la rapa rimaneva salda al suo posto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il gatto chiamò il topo, il topo tirò il gatto, il gatto tirò il cane nero, il cane nero tirò la nipotina, la nipotina tirò la vecchina, la vecchina tirò il vecchietto, il vecchietto tirò la rapa. E finalmente, grazie ad un topolino, la rapa venne fuori</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Delicato, vero? Ci ha fatto riflettere e ci ha anche dato della carica.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo il messaggio non è nuovo: l&#8217;unione fa la forza, è la somma che fa il totale, non arrenderti e riuscirai&#8230; Ma l&#8217;immagine di una creatura piccola e debole come un topino che si rivela determinante per la riuscita di un&#8217;impresa ci ha strappato un sorriso e ci ha ricordato che, per quanto insignificanti e impotenti possiamo sentirci in un Sistema apparentemente invincibile, siamo in realtà vitali per le lotte che decidiamo di intraprendere. Ognuno di noi. Dal vecchietto che non si arrende, agli amici che lo aiutano, fino alla gocciolina che fa traboccare la diga.</p>
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		<title>Le cinque vie</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 18:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[EcoSol]]></category>
		<category><![CDATA[FLOSS]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Una decina di giorni fa è stato pubblicato sul sito di REES Marche un interessante articolo ad opera di Loris Asoli, tra i fondatori della Rete di Economia Etica e Solidale, al quale siamo legati da un rapporto di amicizia oltre che di profonda stima, data dal suo impegno quotidiano. Con questo articolo, Loris fornisce un quadro d&#8217;insieme di come si sta realizzando un rinnovamento dal basso delle dinamiche economiche locali. É un&#8217;analisi degli impegni e delle azioni grandi e piccole che già da anni diverse persone, singolarmente e in gruppi, hanno deciso di compiere e che stanno portando al &#8230; <a href="http://www.befair.it/2010/12/28/le-cinque-vie/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una decina di giorni fa è stato pubblicato sul sito di <a title="REES Marche" href="http://web.resmarche.it/resmarche/index.html" target="_blank">REES Marche</a> un interessante <a title="articolo cinque vie" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2082.html" target="_blank">articolo</a> ad opera di <strong>Loris Asoli</strong>, tra i fondatori della Rete di Economia Etica e Solidale, al quale siamo legati da un rapporto di amicizia oltre che di profonda stima, data dal suo impegno quotidiano. Con questo articolo, Loris fornisce un quadro d&#8217;insieme di come si sta realizzando un rinnovamento dal basso delle dinamiche economiche locali. É un&#8217;analisi degli impegni e delle azioni grandi e piccole che già da anni diverse persone, singolarmente e in gruppi, hanno deciso di compiere e che stanno portando al miglioramento della vita quotidiana e della consapevolezza civica di  molti.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi condividiamo gli ideali che stanno alla base di queste cinque vie per il  rinnovamento, gli stessi ideali per i quali ci siamo associati a REES Marche a  partire dalla fondazione di BeFair; le azioni e i progetti che stiamo portando  avanti si inquadrano in questa sintesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo di seguito il testo integrale dell&#8217;articolo.</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Le cinque vie per la costruzione</strong></h1>
<h1 style="text-align: center;"><strong>di una nuova civiltà etica</strong></h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Il bisogno di rinnovare dalle radici la nostra civiltà si fa sempre più pressante e urgente, di fronte alla crisi economica, culturale, valoriale, istituzionale, ecologica, energetica, climatica.<br />
Tante persone cercano di muoversi in qualche direzione, per porre degli argini al degrado e costruire su nuove basi.  Molti stimoli giungono da più parti, persone, associazioni, esperienze, movimenti.<br />
Vediamo quali sono le cinque direzioni lungo le quali ci si sta muovendo per realizzare un rinnovamento etico e strutturale.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>1.  PRATICHE VIRTUOSE</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Molte persone ed esperienze si muovono nella direzione di attivare nella loro vita quotidiana e nel loro lavoro, pratiche virtuose contrapposte alle pratiche usuali che vengono ritenute come negative.  Così è, per esempio, la pratica dell&#8217;agricoltura biologica rispetto a quella chimica, la pratica del commercio equo rispetto al commercio convenzionale, la pratica della finanza etica, del software libero e della condivisione delle conoscenze, delle produzioni ecologiche, del Km-zero o della filiera corta, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, della sobrietà nei consumi, dei Gruppi di acquisto solidale, delle produzioni cooperative, delle medicine olistiche e tante altre pratiche virtuose.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>2.  RETI E DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Una pratica più avanzata, che ha le precedenti come base, è quella delle reti e dei distretti di economia solidale (RES/DES).  Le pratiche virtuose precedenti, inserite nell&#8217;attuale sistema, rischiano di essere ad esso funzionali attenuandone le criticità, che però dipendono dal sistema stesso e possono essere risolte solo con un cambiamento sistemico.  Le RES e i DES rappresentano un tentativo, ancora molto giovane, di mettere insieme, sui territori, tutti i settori produttivi virtuosi, per un progetto comune di costruzione diretta, dal basso, di una nuova economia e una nuova cultura, fondate sui valori, principi e pratiche dell&#8217;ecologia e dell&#8217;equità sociale.  Questo tentativo è basato sull&#8217;incontro diretto tra produttori, consumatori, finanziatori e, possibilmente, istituzioni locali, per porre in essere un sistema di nuove pratiche economiche, fondate sulla collaborazione e la piena trasparenza, oltre che sulla ecologia e l&#8217;equità.  Il rinnovamento dovrebbe coinvolgere, oltre al mondo economico anche quello culturale e quello istituzionale, verso una nuova democrazia più effettiva e partecipata. Si tratta di una concezione &#8220;glocalistica&#8221;, in cui si cerca di porre le basi del nuovo sistema a livello di distretti locali (DES), ma con un coordinamento delle esperienze che salga, solo per gli aspetti necessari, verso le regioni, gli stati, i continenti, fino a realizzare una nuova economia e civiltà planetaria, nel rispetto della libertà di tutti e della &#8220;biodiversità&#8221; delle esperienze.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>3.  COMUNITÁ</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Un altro terreno su cui il movimento rinnovatore si muove è quello del tentativo di costruire Comunità, fondate su valori e principi comuni, che creino in piccolo modelli di vita sociale, comunitaria e abitativa alternativi a quelli usuali.   Di fronte al degrado della vita sociale e istituzionale, alla riduzione sempre più accentuata delle garanzie sociali, ad una vita anonima, individualizzata e conflittualizzata,  si cerca di porre rimedio con esperienze comunitarie di vario genere: ecovillaggi, villaggi ecosolidali, co-housing (abitazioni collettive, con spazi comuni), piccole comunità di lavoro, o di abitazione, comunità di accoglienza, comunità su basi ideali o spirituali o religiose, ritorno alla terra verso l&#8217;autosufficienza per sganciarsi il più possibile da un sistema ritenuto non più tollerabile per i suoi effetti mortiferi sulla vita del pianeta e delle persone.   Mentre le pratiche virtuose e le Reti e Distretti di Economia solidale puntano ad una trasformazione della intera società, le esperienze comunitarie tendono a creare dei piccoli modelli e spazi in cui la vita individuale quotidiana possa avvenire subito in un contesto diverso e migliore di quello conflittuale e conflittualizzante della nostra società attuale.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>4.  GRUPPI POLITICI</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Nonostante la crisi della politica, ci sono gruppi e movimenti che non vogliono rinunciare al metodo &#8220;democratico&#8221; delle elezioni, per portare un rinnovamento della politica, delle istituzioni e della società, con programmi alternativi a quelli convenzionali o portando con forza all&#8217;attenzione pubblica soltanto alcune tematiche specifiche, come quella dei beni comuni, dell&#8217;acqua pubblica, della difesa del territorio, della difesa delle varie libertà o dei posti di lavoro.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>5.  PRATICHE DI EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Forse il movimento più sotterraneo e più consistente, che prepara un rinnovamento, è quello che vede nella attuale società lo specchio della coscienza degli individui e punta, per primo, al rinnovamento interiore come base per il rinnovamento esteriore.  C&#8217;è da dire che ci sono un&#8217;infinità di gruppi, di ogni genere, e tendenze culturali e spirituali le più disparate, anche molto contraddittorie fra di loro, per cui occorre fare attenzione.  Ciascuno potrà trovare un percorso adatto alla propria fase di vita, cercando di stare alla larga da gruppi e pratiche dove siano richiesti sostanziosi apporti finanziari o si crei dipendenza da persone o sostanze o si realizzi una netta separazione dalle persone fuori dal gruppo.   Di comune si fa strada la consapevolezza dell&#8217;importanza del mondo interiore dell&#8217;uomo, fatto dei suoi pensieri, immaginazioni, sentimenti, emozioni, sensazioni, impulsi volitivi, intenti, fino alle capacità intuitive, meditative, contemplative, di ispirazione e sensitive.  Il tutto ha una costellazione diversa per ogni individuo, chiamata &#8220;coscienza&#8221; o &#8220;stato di coscienza&#8221; dell&#8217;individuo ( senza che per questo si debbano trascurare &#8220;stati di coscienza&#8221; di gruppi, comunità, popoli).<br />
Molte persone e molti gruppi lavorano appunto per una evoluzione positiva dello stato di coscienza individuale, sia per favorire l&#8217;acquisizione di nuove capacità e valori, o la guarigione da malattie o la liberazione da programmi interiori negativi, sia per porre le basi di una nuova etica individuale e sociale.  Tutto questo mentre i vari mass media incancreniti continuano a propinare i valori del successo personale, del potere, della ricchezza esteriore, dell&#8217;apparire, del conflitto, della violenza, del consumismo ad oltranza, del corpo mercificato, della menzogna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; necessario invece che gli uomini e le donne di buona volontà continuino a muoversi, con motivazione ma anche con gioia e spontaneità, lungo le cinque vie del rinnovamento.   Sono le minoranze profetiche che hanno sempre portato la trasformazione positiva del vivere sociale.   E sembra sia giunto il tempo di preparare mutamenti epocali e planetari, anche se a partire dal piccolo, dalla vita quotidiana, dalla propria coscienza e dalle esperienze di unità e comunità che si riesca a realizzare con gli altri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questo articolo non ho voluto approfondire nessuna delle cinque vie, ma solo metterle insieme come una unità.  E&#8217; importante che non le si veda come fra loro contrapposte, dedicandosi esclusivamente all&#8217;una e trascurando o svalorizzando le altre. Una visione olistica,  una visione sistemica e globale, che cerchi di cogliere i nessi fra le parti, ci porta a dare importanza a tutte le cinque vie, anche se nella nostra vita individuale riusciremo a dare ad esse energie differenziate, più a una o due di queste vie che non a tutte contemporaneamente.</em></p>
<div><strong>Le cinque vie per la costruzione di una nuova civiltà etica</strong>, Loris Asoli, 13 dicembre 2010</div>
<div><a href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2082.html" target="_blank">http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2082.html</a></div>
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		<title>Quanto ci piaci settembre</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente è arrivato settembre: si chiude l&#8217;estate e si avviano nuovi progetti formulando le buone intenzioni di sempre. Forse l&#8217;anno scorso non avremmo detto &#8220;finalmente&#8221;, ma avremmo pensato al mesto ritorno alla routine quotidiana dopo il relax delle vacanze. Ora invece assaporiamo il mese entrante con maggior gusto, grazie alla musica di Carlo Pentimalli che nella sua canzone Settembre ne fa una pittoresca descrizione. Riportiamo di seguito il testo della canzone che, oltre a raffigurare situazioni più o meno usuali in singolari quadretti, si comporta come il mese che descrive: essa chiude infatti l&#8217;album Il gusto della pioggia e avvia &#8230; <a href="http://www.befair.it/2010/09/03/quanto-ci-piaci-settembre/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">Finalmente è arrivato settembre: si chiude l&#8217;estate e si avviano nuovi progetti <em>formulando le buone intenzioni di sempre</em>. </span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">Forse l&#8217;anno scorso non avremmo detto &#8220;finalmente&#8221;, ma avremmo pensato al mesto ritorno alla routine quotidiana dopo il relax delle vacanze. Ora invece assaporiamo il mese entrante con maggior gusto, grazie alla musica di <a href="http://www.cpenti.it" target="_blank">Carlo Pentimalli</a> che nella sua canzone <em><a href="http://dl.dropbox.com/u/2267100/Il%20gusto%20della%20pioggia/Carlo%20Pentimalli%20-%20iGdP%20-%2015%20-%20Settembre.mp3" target="_blank">Settembre</a></em> ne fa una pittoresca descrizione. </span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">Riportiamo di seguito il testo della canzone che, oltre a raffigurare situazioni più o meno usuali in singolari quadretti, si comporta come il mese che descrive: essa chiude infatti l&#8217;album <a href="http://www.befair.it/cultura-libera/il-gusto-della-pioggia/" target="_blank"><em>Il gusto della pioggia</em></a> e avvia l&#8217;immaginazione verso agende bianchissime su cui apporre il proprio nome e formulare nuovi progetti con entusiasmo e la continua voglia di mettersi in gioco. </span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">Ringraziamo l&#8217;autore per consentire a tutti di condividere liberamente la sua musica ed osservare con nuovi occhi un mese troppo spesso bistrattato. Grazie Carlo.</span></p>
<div style="float: right;"><em>lunedì<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> di composto ritorno</span><br />
quiete<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> dopo la tempesta</span><br />
quando<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> ogni cosa ritorna al suo posto </span><br />
</em></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><em><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">e si chiudono presto le tende</span></em></p>
<p><em><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> invece io esco quando viene settembre</span><br />
quando<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> i colori diventano grigi<br />
</span>quando<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> Bologna diventa Parigi</span><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> gli autobus battelli ubriachi</span></em></p>
<p><em><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">e mi perdo tra vicoli antichi</span><br />
nelle<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> sere che sussurran segreti</span><br />
tra<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> portici che rimandano echi</span><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> cieli neri illuminati dai fuochi</span></em></p>
<p><em>tra<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> platani e tigli ingialliti</span><br />
a<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> frusciare tra foglie cadute</span><br />
a<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> rastrellare emozioni passate</span><br />
<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">a formulare le buone intenzioni di sempre</span></em></p>
<p><em>ed<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> è così che ti succhio settembre</span><br />
come<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> un fico staccato da un ramo</span><br />
con<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> il succo che impasticcia la mano</span><br />
come<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> un fresco bicchiere di vino</span></em></p>
<p><em>con<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> la fame che ha solo un bambino</span><br />
che<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> chiede l’ultimo cono gelato</span><br />
come<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> un ultimo bacio rubato </span><br />
<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">per questo settembre ti amo</span></em></p>
<p><em>e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> come amo la vita</span><br />
ho<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> ancora tante cose da fare</span><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> tanti manuali da aprire</span><br />
tante<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> agende bianchissime su cui scrivere il nome</span></em></p>
</div>
<p style="margin-bottom: 0in;"><em><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">quanto mi piaci settembre</span></em></p>
<p><em>con<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> i nembi che portan le piogge</span><br />
coi<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> rovesci che svuotan le spiagge</span><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> riempiono gli outlet di facce abbronzate</span></em></p>
<p><em>stagione<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> delle più bistrattate</span><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><br />
ci doni i colori più belli</span><br />
con<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> i tuoi tremolanti acquerelli</span><br />
dopo<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> gli olii violenti d’estate</span></em></p>
<p><em> </em><em>adoro<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> le tue passeggiate</span><br />
le<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> lettere lette in un parco</span><br />
quando<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> un sole affilato apre un varco</span><br />
<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">dentro a un groviglio di ombre</span></em></p>
<p><em><br />
Dio<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> quanto amo settembre</span><br />
questo<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> rincorrersi della memoria</span><br />
l’aroma<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> dei libri di scuola</span><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> lo spessore fragrante dei diarii</span></em></p>
<p><em>le<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> iscrizioni ai corsi invernali</span><br />
le<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> anteprime della nuova stagione</span><br />
i<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> palinsesti della televisione</span><br />
le<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> feste dell’Unità nazionali</span></em></p>
<p><em><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">e lunghe pedalate tra i viali</span><br />
le<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> sagre di funghi e cinghiale</span><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> già ti figuri Natale</span><br />
<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;">che è ancora estate e non sembra</span></em></p>
<p><em><br />
confesso<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> che adoro settembre</span><br />
quel<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> sonno che ridona le forze</span><br />
misteriosa<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> deriva di voglie</span><br />
e<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> la voglia di fare di meglio</span></em></p>
<p><em><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> </span></em><em>persino<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> quel freddo al risveglio</span><br />
i<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> brividi nell’accappatoio</span><br />
quei<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> pochi minuti che il buio</span><br />
riconquista<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"> ogni giorno sul giorno</span></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il giorno della Terra&#8230;</title>
		<link>http://www.befair.it/2010/04/23/ieri-era-il-giorno-della-terra/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 10:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri era il giorno della Terra&#8230; ma non è mai troppo tardi per dedicarle un pensiero no ? Ci scusiamo per il ritardo e ringraziamo Laura della segnalazione. La giornata mondiale della Terra è un&#8217;occasione per dedicare un pensiero all&#8217;ambiente su cui la nostra società vive. Il sito ufficiale http://www.earthday.net/ Condividiamo anche il bellissimo video di GreenPeace (durata 1m e 31sec) Giorno della Terra: dai una mano alla Terra Ci adopereremo per non costringervi ad usare strumenti proprietari per visualizzare i video che proponiamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri era il giorno della Terra&#8230; ma non è mai troppo tardi per dedicarle un pensiero no ?</p>
<p>Ci scusiamo per il ritardo e ringraziamo Laura della segnalazione.</p>
<p>La giornata mondiale della Terra è un&#8217;occasione per dedicare un pensiero all&#8217;ambiente su cui la nostra società vive.</p>
<p>Il sito ufficiale</p>
<pre><a href="http://www.earthday.net/">http://www.earthday.net/</a></pre>
<p>Condividiamo anche il bellissimo video di GreenPeace (durata 1m e 31sec)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ep9MFiWXR8M" target="_blank">Giorno della Terra: dai una mano alla Terra</a></p>
<p>Ci adopereremo per non costringervi ad usare strumenti proprietari per visualizzare i video che proponiamo</p>
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		<title>Buon inizio</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 11:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel riprendere i lavori cogliamo l&#8217;occasione per lasciare un augurio per il nuovo anno. Questa per noi è ancora la fase del decollo, pieni di entusiasmo e con tante carte da giocare, con i nostri progetti da realizzare e la nostra voglia di dare il nostro piccolo grande contributo a migliorare la realtà che ci circonda. Il nostro augurio è per tutti quelli che hanno problemi ad andare avanti tutti i giorni, che sono quelli di cui vorremmo lo Stato si occupasse sempre, quelli che hanno perso o stanno perdendo la speranza, perché abbiano sempre il coraggio di non fermarsi, &#8230; <a href="http://www.befair.it/2010/01/07/buon-inizio/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel riprendere i lavori cogliamo l&#8217;occasione per lasciare un augurio per il nuovo anno.<br />
Questa per noi è ancora la fase del decollo, pieni di entusiasmo e con tante carte da giocare, con i nostri progetti da realizzare e la nostra voglia di dare il nostro piccolo grande contributo a migliorare la realtà che ci circonda.</p>
<p>Il nostro augurio è per tutti quelli che hanno problemi ad andare avanti tutti i giorni, che sono quelli di cui vorremmo lo Stato si occupasse sempre, quelli che hanno perso o stanno perdendo la speranza, perché abbiano sempre il coraggio di non fermarsi, la tenacia e la forza di esprimere le proprie difficoltà nel rispetto altrui,</p>
<p>per tutti quelli che non hanno la sensibilità per accorgersi che la vita non ha risposte facili da inserire in uno spot, quelli che trattengono l&#8217;entusiasmo, la voglia di giocare, chiudono il proprio cuore e non credono si possa lavorare per migliorare ciò che non va, quelli che si arrendono all&#8217;evidenza dell&#8217;asetticità dei giorni nostri, perché possano trovare amici che li aiutino a riscoprire il loro essere uomo e donna e che la felicità è nell&#8217;aiutare gli altri</p>
<p>e infine per tutti quelli che invece, in un modo o nell&#8217;altro, si danno da fare, perché ascoltino le esigenze delle vittime del nostro tempo, dei ghettizzati, degli ammalati e degli ultimi, perché decidano che é il momento di unirsi e lottare insieme</p>
<p>e perché non rimangano tanti figli unici a credere che esistono ancora gli sfruttati, malpagati e frustrati (grazie Rino).</p>
<p>Buon inizio,<br />
di cuore<br />
BeFair &#8211; Luca e Francesca</p>
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