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	<title>BeFair &#187; EcoSol</title>
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		<title>Siamo a &#8220;Io scelgo, Io cambio&#8221; &#8211; Civitanova 9 &#8211; 10 ottobre</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 23:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[EcoSol]]></category>
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		<description><![CDATA[Il prossimo weekend saremo alla manifestazione &#8220;Io scelgo, io cambio&#8221; a Civitanova. La partecipazione di beFair si articola in due interventi: Sabato ore 17:00 &#8211; 18:15 con l&#8217;intervento &#8220;Software Libero: una scelta etica e vantaggiosa&#8220;; Domenica ore 15:00 &#8211; 19:00 durante la festa provinciale dei GAS &#8220;Presentazione e test sul campo di Gasista Felice, il software libero per acquistare insieme nel DES&#8220; Sono convinto che l&#8217;evento sarà sicuramente molto ben organizzato e tutti gli stand disponibili sono stati occupati dai produttori locali; inoltre ci saranno molti laboratori per i più piccoli e un concerto serale! Estendo quindi a tutti l&#8217;invito &#8230; <a href="http://www.befair.it/2011/10/06/siamo-a-io-scelgo-io-cambio-civitanova-9-10-ottobre/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo weekend saremo alla manifestazione <a href="http://desmacerata.it/blog/2011/10/04/io-scelgo-io-cambio-8-e-9-ottobre-2011/" target="_blank">&#8220;Io scelgo, io cambio&#8221; a Civitanova</a>. La partecipazione di beFair si articola in due interventi:</p>
<ul>
<li><strong>Sabato ore 17:00 &#8211; 18:15</strong> con l&#8217;intervento &#8220;<em>Software Libero: una scelta etica e vantaggiosa</em>&#8220;;</li>
<li><strong>Domenica ore 15:00 &#8211; 19:00</strong> durante la festa provinciale dei GAS &#8220;<em>Presentazione e test sul campo di Gasista Felice, il software libero per acquistare insieme nel DES</em>&#8220;<a href="http://desmacerata.it/wp-content/uploads/2011/10/locandina-concerto_soft1.jpg"><img class="alignright" src="http://desmacerata.it/wp-content/uploads/2011/10/locandina-concerto_soft1.jpg" alt="" width="181" height="256" /></a><a href="http://desmacerata.it/wp-content/uploads/2011/10/Manifesto-DEF1.jpg"><img class="aligncenter" src="http://desmacerata.it/wp-content/uploads/2011/10/Manifesto-DEF1.jpg" alt="" width="173" height="249" /></a></li>
</ul>
<p>Sono convinto che l&#8217;evento sarà sicuramente molto ben organizzato e tutti gli stand disponibili sono stati occupati dai produttori locali; inoltre ci saranno molti laboratori per i più piccoli e un concerto serale! Estendo quindi a tutti l&#8217;invito a partecipare.</p>
<p>Per approfondire i temi dell&#8217;economia solidale e la posizione di beFair rispetto a questo movimento, vi rimando all&#8217;articolo <a href="http://www.befair.it/2011/10/03/befair-e-leconomia-solidale/">beFair e l&#8217;economia solidale</a> pubblicato pochi giorni fa</p>
<p>A presto</p>
<p>Luca</p>
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		<title>BeFair e l&#8217;economia solidale</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 06:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fero</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[EcoSol]]></category>
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		<description><![CDATA[Buongiorno a tutti. È stato ed è ancora un periodo molto pieno per me e per il progetto beFair. Pieno di attività e di soddisfazioni, ma purtroppo l&#8217;aumentata operatività quotidiana mi ha reso difficile portare avanti il quadro generale. E questo non è bene. Ci sono stati pochissimi aggiornamenti su questo sito da quando Francesca si sta dedicando ad altro, e ho deciso di far sopravvivere beFair come progetto, non più come azienda, in attesa di riorganizzare un gruppo di lavoro che potesse  portare avanti i percorsi aperti in modo più strutturato ed efficace. E ovviamente pensando di riaprire. Citando &#8230; <a href="http://www.befair.it/2011/10/03/befair-e-leconomia-solidale/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Buongiorno a tutti.</div>
<div>È stato ed è ancora un periodo molto pieno per me e per il progetto beFair. Pieno di attività e di soddisfazioni, ma purtroppo l&#8217;aumentata operatività quotidiana mi ha reso difficile portare avanti il quadro generale. E questo non è bene. Ci sono stati pochissimi aggiornamenti su questo sito da quando Francesca si sta dedicando ad altro, e ho deciso di far sopravvivere beFair come progetto, non più come azienda, in attesa di riorganizzare un gruppo di lavoro che potesse  portare avanti i percorsi aperti in modo più strutturato ed efficace. E ovviamente pensando di riaprire. Citando una fra le tante belle frasi di Carlo Pentimalli direi: &#8220;<span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;"><em>if I say I will / I might even fall / but you can never tell</em>&#8221; (se dico che voglio / potrei anche fallire / ma non potrai mai dirlo) &#8211; da <a title="Testo di Lime Tea Box" href="http://www.cpenti.it/akiwi/akiwi11.html" target="_blank"><em>Lime Tea Box</em></a> &#8211; <span style="color: #008000;">a Kiwi (the legendary green album)</span>.</span></div>
<div>
<p><span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;">Dal 2009 mi sto addentrando nell&#8217;economia solidale, in <a title="Il sito dell'associazione REES Marche" href="http://www.reesmarche.org" target="_blank">REES Marche</a> (Rete di Economia Etica e Solidale delle Marche), sempre in maniera più intensa perché, <strong>frequentandola, in particolare alle riunioni del consiglio</strong>, ho riscontrato che i presupposti e le intenzioni di beFair sono simili a quelli di tante altre persone che operano in vari settori economici ed aree di interesse, spesso meno sviluppati del software libero, ma che <strong>hanno a denominatore comune, il confronto, l&#8217;attenzione e la sensibilità al rapporto e al rispetto delle persone</strong>, appunto <strong>la solidarietà. </strong>Ho riscoperto con grande piacere il significato di questa parola (anche se purtroppo ancora, dati gli impegni di cui sopra, non riesco a praticarla come vorrei).<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;">Apprezzo l&#8217;attività di REES Marche perché (cit Rino Gaetano &#8211; <em>Io scriverò</em>) <em>nella vita</em> <em>non ho incontrato mai / veri mattatori e veri ombrellai / ma gente, capace di chiederti, solo &#8220;come stai?&#8221;</em>. Infatti<em> </em>raramente ho incontrato persone determinate e tenaci nel portare avanti progetti ambiziosi. Persone che credono che un mondo migliore è possibile.Con questa associazione, e tutto l&#8217;ampio movimento dell&#8217;Economia Solidale, si sta mettendo realmente in discussione il sistema economico, <strong>interrogandosi</strong> su come cambiarlo dall&#8217;interno e <strong>aggregando, o mettendo in campo esperienze concrete</strong> come quelle dei <a title="Rete nazionale dei Gruppi di Acquisto Solidale" href="http://www.retegas.org/" target="_blank">Gruppi di Acquisto Solidale</a> (GAS), e, più recentemente, la sperimentazione dei <a title="Distretti di Economia Solidale" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_1978.html" target="_blank">Distretti di Economia Solidale</a> (DES).</span></p>
<p>Il Software Libero è un settore importante e strategico per l&#8217;economia etica e solidale, e di questo vi scriverò nei successivi articoli, sulla scia di una presentazione che andrò a fare a <a title="Evento &quot;io scelgo, io cambio&quot; - Festa provinciale dei GAS (Macerata)" href="http://desmacerata.it/blog/2011/09/21/programma-completo-io-scelgo-io-cambio/" target="_blank">Civitanova per l&#8217;evento &#8220;Io scelgo, io cambio&#8221; dell&#8217; 8 e 9 ottobre</a>.È proprio per questo che il contesto dell&#8217;economia solidale dovrebbe essere uno dei contesti privilegiati in cui si fa promozione di questa tipologia di software allargando la platea a molti altri ascoltatori ignoranti (in senso buono) dell&#8217;informatica, ma <strong>sensibili ai valori di rispetto e libertà dei soggetti che utilizzano software e della conoscenza da esso trasmessa</strong>.</p>
<p>Per tutti questi motivi BeFair supporta l&#8217;economia etica e solidale.</p>
<p>Detto ciò vi lascio all&#8217;articolo &#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;economia solidale&#8221; del 2005 scritto dall&#8217;<em>amico-vate</em> Loris Asoli. L&#8217;ho riprodotto nella sua versione estesa. Potete <a title="Articoli su &quot;l'economia solidale&quot; di REES Marche" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_289.html" target="_blank">trovarne anche dei riassunti</a>, ma ritengo che valga la pena di leggerlo per intero.</p>
<p><span style="font-family: Arial Narrow,Arial; font-size: small;"><br />
</span></p>
<h1>Che cos&#8217;è l&#8217;economia solidale</h1>
<h3>di Loris Asoli</h3>
<p><em>Riportato così com&#8217;è da <a title="Che cos'è l'economia solidale di Loris Asoli" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_64.html" target="_blank">http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_64.html</a></em></p>
<div>7 settembre 2006 &#8211; Loris Asoli</div>
<div>Fonte: Bollettino Res Marche N°5 Anno 1 &#8211; 03 marzo 2005</div>
</div>
<div>
<h3>[documento integrale]</h3>
<p>All’interno del nostro sistema economico, che viene definito  “neoliberismo capitalista”, sono sorte, da parte di alcuni settori,  gruppi di imprese e consumatori, delle pratiche economiche che  contraddicono il modo di essere e di operare  dell’economia  convenzionale e si basano su principi diversi.<br />
Il tornaconto  personale e d’impresa  e l’utilitarismo non vengono posti in primo  piano, come criteri guida dell’agire economico, ma si dà priorità al  rispetto per l’ambiente, alle relazioni umane di equità e giustizia e al  “tornaconto” sociale, cioè al “tornaconto” dell’umanità nel suo  complesso.<br />
L’Economia Solidale vuole cercare di estendere gradualmente questi principi a tutta l’economia<br />
Vediamo intanto brevemente alcuni di questi settori che hanno fornito e  forniscono lo spunto di partenza per l’economia solidale</p>
<h4>Il commercio Equo e Solidale</h4>
<p>Mentre nell’economia convenzionale i commercianti cercano di ottenere  le merci al più basso prezzo possibile, nel settore del Commercio Equo e  Solidale avviene qualcosa di sensazionale: i commercianti desiderano  pagare le merci importate ad un prezzo più alto rispetto a quello del  mercato.   Lo fanno perché riconoscono che l’economia convenzionale crea  dei meccanismi di sfruttamento delle popolazioni del “terzo” mondo e  perché sempre più consumatori consapevoli non vogliono sentirsi  coinvolti in queste pratiche di sfruttamento.   Inoltre il Commercio  Equo si basa sulle relazioni dirette, di conoscenza e di scambio, anche  culturale, che vengono instaurate con i gruppi di produttori dai quali  si importa.   Il Commercio Equo cerca di favorire, fra le popolazioni  povere, la creazione e gestione di imprese produttive solidali, che  possano rendersi indipendenti dai grandi commercianti tradizionali, che  cercano solo il prezzo più basso e i più alti utili.  Cerca inoltre di  favorire le pratiche produttive ecologiche.</p>
<h4>Agricoltura Biologica</h4>
<p>Anche qui l’impulso originario era basato sugli ideali e non sul  tornaconto.   In questo caso si voleva realizzare la “solidarietà” con  la natura e fra gli uomini, si voleva non inquinare l’ambiente, le falde  acquifere e i cibi con prodotti chimici nocivi e si volevano offrire  dei cibi di alto valore nutritivo.  Questo comportava pratiche agricole  che richiedevano più impegno e lavoro, in tempi in cui non c’era ancora  un mercato particolare per i prodotti così ottenuti.  Si cercava inoltre  anche un nuovo modo di lavorare e rapportarsi,  non solo con la natura,  ma anche fra gli esseri umani.  Dopo che questo settore ha ottenuto  successo presso i consumatori e le istituzioni, da parte di alcuni nuovi  operatori, è diventato l’occasione di “fare affari” come i settori  tradizionali.  Tuttavia la maggior parte delle aziende attuali conserva  ancora gran parte dello spirito originario.</p>
<h4>Altre Pratiche Ecologiche</h4>
<p>Nel campo del rispetto e della tutela dell’ambiente e della salute  sono poi sorti numerosi altri settori, pratiche e soggetti come, per  esempio, la Bioedilizia e Bioarchitettura, le Energie rinnovabili, le  Associazioni ambientaliste, la Medicina “olistica”, l’Ecologia nei  detergenti, nella cosmesi, nei tessuti, negli spazi abitativi e negli  apparati elettromagnetici, l’Ecologia nella gestione dei rifiuti  (recupero e riciclo).  Anche tutte queste pratiche, ed altre simili, in  genere, anche se non sempre,  mettono in primo piano altri valori  rispetto a quelli dell’utilitarismo immediato e cioè, come  nell’agricoltura biologica si cerca soprattutto di realizzare prodotti e  servizi non nocivi ma favorevoli alla natura, all’ambiente e all’uomo e  cercando di instaurare nuovi rapporti sociali.</p>
<h4>Cooperative Sociali</h4>
<p>Mentre il nostro sistema economico tende ad emarginare i soggetti più  deboli, basandosi sulla concorrenza e sulla lotta per la conquista del  mercato, questo tipo di imprese, al contrario, cerca di valorizzare  proprio i soggetti più deboli ed esclusi, riconoscendo il valore e la  dignità di tutti.</p>
<h4>Cooperazione</h4>
<p>Mentre le imprese convenzionali sono basate sulla ricerca di un utile  quanto più alto per gli imprenditori e per i soci o azionisti, nelle  cooperative gli impulsi costitutivi sono quelli della cooperazione,  solidarietà, equità nei rapporti di lavoro e di responsabilità dei  soggetti coinvolti.   I soci lavoratori delle cooperative di lavoro, per  esempio, non possono ripartirsi gli utili d’esercizio, tranne che una  eventuale piccola percentuale, né hanno diritti sul capitale quando  fuoriescono dall’impresa, anche per pensionamento. Né hanno diritti sui  capitali residui, all’eventuale cessazione dell’azienda. L’impresa  cooperativa è dunque un’impresa sociale, di cui possono usufruire le  nuove generazioni.  Certo bisogna distinguere fra cooperative e  cooperative, ma anche esse portano in sé una natura che, in alcuni  aspetti, contraddice quella delle imprese convenzionali.</p>
<h4>Cooperazione Internazionale</h4>
<p>Anche in questo settore l’impulso genuino ed originale era quello di  essere d’aiuto alle popolazioni in difficoltà, quindi ancora un impulso  antiutilitaristico.  Poi vari “potentati” di questo mondo hanno voluto  creare anche delle imprese e associazioni di comodo, da affiancare a  loro negli incontri internazionali ad alto livello (ONU, ecc), per  continuare a coltivare i loro interessi particolari, con la copertura  culturale di associazioni e imprese compiacenti della Cooperazione  Internazionale.  Tuttavia il desiderio di pervenire ad una umanità che  viva nell’uguaglianza, nella solidarietà e nella fratellanza, oltre che  nella libertà, rimane l’impulso corretto che fa riconoscere le  organizzazioni più valide di questo settore.</p>
<h4>Software libero</h4>
<p>Il software libero, nel campo dell’informatica, preannuncia l’era in  cui, in tutti i campi della conoscenza umana, non vi saranno più segreti  e brevetti, ma le scoperte e le innovazioni saranno subito messe a  disposizione di tutti e da tutti potranno essere migliorate.  Anche qui è  presente una pratica, la condivisione delle conoscenze, che è volta  all’interesse generale e contro interessi individuali particolaristici.</p>
<h4>Turismo Responsabile</h4>
<p>In questo settore stanno sorgendo imprese che favoriscono un turismo  basato su esperienze di incontro diretto e favoreggiamento delle  popolazioni povere dei paesi con interesse turistico, senza il tramite  delle grandi agenzie e strutture alberghiere di stampo occidentale e  senza pratiche di “inquinamento” turistico, ma con l’interesse ad uno  scambio relazionale e culturale alla pari.</p>
<h4>Finanza Etica</h4>
<p>Importantissimo questo settore che raccoglie intorno a sé tutti quei  risparmiatori che vogliono indirizzare coscientemente il loro denaro,  per favorire le persone e le aziende nei cui valori e nella cui pratica  possano riconoscersi, invece di depositare il loro denaro all’ammasso  presso banche che poi finanziano anche guerre, produzioni di armi,  evasioni fiscali, riciclo di denaro “sporco”, imprese che sfruttano  interi paesi e popolazioni,ecc.<br />
Inoltre troviamo anche qui un  criterio antiutilitaristico: mentre le banche convenzionali finanziano  solo chi può dare adeguate garanzie, la finanza etica finanzia le  persone e i progetti meritevoli indipendentemente da garanzie in beni e  capitali.</p>
<h4>Gruppi di Acquisto Solidale e Consumo Critico</h4>
<p>Per favorire le produzioni ecologiche e solidali importantissimo,  essenziale, è il settore del consumo.    I consumatori stanno prendendo  coscienza sempre più del loro potere di indirizzare la produzione con le  loro scelte quotidiane di consumo. Nascono così numerose pratiche  (Consumo critico, Gruppi di acquisto solidale, Bilanci di  giustizia,ecc.) in cui i consumatori si organizzano, sia per attivare  una coscienza di consumo più ecologica a livello individuale e  familiare, sia per ostacolare imprese il cui comportamento è negativo  nei riguardi dell’ambiente e delle persone e sia per favorire le imprese  ecosolidali.</p>
<h4>Le Imprese Etiche”</h4>
<p>Fatto interessante è che tutte queste pratiche, vecchie e nuove,  basate sull’adesione a certi valori, più che sul tornaconto personale,  stanno “contaminando” il mondo delle imprese convenzionali. Sempre più  si parla di “impresa etica”, “impresa ecosostenibile”, “impresa  responsabile”, e così via, e si stabiliscono anche regolamenti a livello  dell’Unione Europea o internazionali (norme ISO 14001,  regolamento  EMAS, ecc).   Anche se spesso è la ricerca di “belletto” e di convalida  sociale e commerciale che muove molte aziende in questa direzione,  tuttavia queste tendenze non possono che essere viste in modo  favorevole.   Dalla società civile e dal mondo delle imprese produttive  sorge sempre più la domanda di un’economia “altra”, sostenibile, equa,  partecipativa ed ecologica.   Purtroppo, alcune grosse imprese  multinazionali, essendo consapevoli di questa tendenza, cercano di  confondere le acque, aggiustandosi delle etichette di eticità che non  competono loro.<br />
Inoltre, finché si rimane nei meccanismi  economici, finanziari, monetari, istituzionali e di potere di questo  tipo di sistema è impossibile dare una vera risposta positiva alla  richiesta di una economia etica e solidale.</p>
<h4>I Criteri per le Imprese dell&#8217;Economia Etica e Solidale.</h4>
<p>Da tutte le pratiche economiche “alternative” che abbiamo descritto  si possono sintetizzare, e lo si è fatto, alcuni criteri per definire le  Imprese dell’Economia Etica e Solidale.    Li possiamo sintetizzare nei  seguenti criteri generali:</p>
<ol>
<li> Ecologia</li>
<li> Solidarietà e collaborazione</li>
<li> Equità</li>
<li> Rispetto per le persone</li>
<li> Partecipazione (dei lavoratori alla vita e alla responsabilità dell’impresa)</li>
<li> Responsabilità</li>
<li> Uso sociale degli utili  (in contrapposizione ai grandi accumuli individuali)</li>
<li> Rapporti corretti con l’esterno (clienti, fornitori, istituzioni)</li>
<li> Impegno nell’economia locale  (rapporto col territorio)</li>
<li> Disponibilità a collegarsi ed operare in rete</li>
<li> Coltivazione del bene comune</li>
</ol>
<p>In questa sintetica presentazione dell’Economia solidale non si scende in dettaglio su questi criteri.<br />
C’è da dire che le imprese che abbiamo menzionato non soddisfano a  tutti questi criteri contemporaneamente ma, in genere, solo ad alcuni.  Per esempio le imprese che fanno agricoltura biologica soddisfano al  criterio dell’ecologicità, ma non è detto che soddisfino anche agli  altri.  Le imprese cooperative soddisfano al criterio degli utili  sociali, ma non sempre anche agli altri. Analogamente per gli altri  settori.  Tuttavia l’economia solidale tende a prendere gli aspetti  positivi di ciascuno di questi settori e poi a sommarli insieme,  cercando di favorire gradualmente lo sviluppo di imprese che soddisfano  contemporaneamente a tutti i criteri.<br />
In relazione a questi  criteri si pensa anche alla possibilità di istituire un marchio per  riconoscere le imprese e i prodotti dell’Economia etica e Solidale.  Lo  si potrà fare dopo aver creato una struttura associativa adeguata e  delle normative di marchio condivise fra gli operatori del settore.</p>
<h4>Le Reti dell&#8217; Economia Etica e Solidale</h4>
<p>Un  fatto nuovo e interessante è quello dello sviluppo delle Reti.   Mentre fino a poco tempo fa i settori sopra menzionati hanno agito più o  meno separatamente, ora tendono a creare “alleanze” e “sinergie”,  culturali ed economiche, al fine di rafforzarsi reciprocamente e di  prendere il buono l’uno dall’altro.<br />
Questo processo di costruzione  delle reti (nazionale e locali) dell’Economia etica e solidale, in  Italia è appena all’inizio, mentre in alcuni stati esteri è ad uno  stadio più avanzato (esempi: Brasile, Argentina, Francia, Spagna…).   Tuttavia le potenzialità della rete italiana sono, probabilmente ancora  più elevate, perché nel nostro paese esiste un fitto tessuto di  esperienze nei settori sopra indicati e un’apertura generale a queste  tematiche.</p>
<h4>Un nuovo sistema sociale ed economico</h4>
<p>Il fatto più interessante è che all’interno di queste aziende e  associazioni e di queste reti e distretti si incomincia a pensare non  solo di stabilire dei collegamenti, ma anche di creare le basi per un  vero e proprio nuovo sistema economico, alternativo a quello del  capitalismo neoliberista, capace di prenderne gli aspetti positivi e di  risolvere i gravissimi problemi e contraddizioni che esso genera. Questo  comporta di coinvolgere sempre più persone e imprese di ogni settore in  un progetto di trasformazione dal basso dell’economia complessiva.<br />
I criteri visti precedentemente riguardano le singole imprese (la  microeconomia), ma sulle basi di queste tendenze si possono stabilire  alcuni criteri simili anche per il sistema economico nel suo complesso  (la macroeconomia).<br />
E cioè l’Economia solidale vuole mettere le basi per un sistema sociale ed economico che:</p>
<ul>
<li>non genera disoccupazione, ma valorizza tutti i soggetti con  possibilità di lavorare ed esprimere le loro potenzialità e capacità</li>
<li>non esclude e non marginalizza i più deboli, come fa l’attuale sistema,  ma valorizza tutte le individualità</li>
<li>non concentra la maggior parte delle ricchezze e del potere nelle mani di pochi popoli e individui</li>
<li>è equo nella ripartizione dei redditi e delle risorse</li>
<li>ha attenzione e cura per l’ambiente naturale e conserva il pianeta in buono stato per le generazioni future</li>
<li>rispetta i diritti di tutti i popoli su tutta la terra e le diversità culturali</li>
<li>favorisce una gestione più partecipata e responsabile delle imprese e delle attività produttive</li>
<li>non concentra ed occulta le conoscenze tecniche e scientifiche, ma le mette a disposizione di tutti</li>
<li>risolve le cause dei conflitti bellici e favorisce l’avvento di un’era di pace su tutta la terra</li>
</ul>
<p>La nascente economia etica e solidale tende anche a stabilire delle  “alleanze” nell’ambito del mondo della cultura, per lo sviluppo di una  cultura libera ed etica, e nell’ambito delle istituzioni (comuni,  province, regioni, ecc.) per una collaborazione sul territorio.</p>
<h4>I distretti dell’Economia Etica e Solidale</h4>
<p>Lo sviluppo della Rete Italiana di Economia Solidale (RES) è partito  da un incontro nazionale tenutosi a Vedova il 19 Ottobre 2002, promosso  dalla Rete Lilliput ma aperto a tutti.<br />
In seguito a questo  incontro si è costituito un gruppo di lavoro che ha ricevuto,  dall’Assemblea dell’incontro, l’incarico di elaborare una proposta per  lo sviluppo della rete dell’economia Solidale in Italia.  Questo gruppo,  dopo vari incontri, ha elaborato un documento che indica i principi  generali dell’economia solidale e propone di realizzare e sviluppare la  Rete nazionale attraverso articolazioni locali definite “Distretti  dell’Economia Solidale”.  Sul singolo territorio si vogliono realizzare  il collegamento, la sinergia e l’azione comune dei soggetti locali  dell’economia solidale.  Imprese produttrici, lavoratori, finanziatori e  consumatori dell’economia solidale si incontrano e si alleano sul  territorio per sostenere e sviluppare l’economia solidale locale e  generale.<br />
Descrizioni più ampie dei distretti dell’economia etica e solidale si possono trovare sul sito web  <a href="http://www.retecosol.org./">http://www.retecosol.org.</a> La fase realizzativa dei Distretti è ai suoi primi passi in varie parti  d‘Italia, Attualmente c’è in molte parti d’Italia un gran fermento di  iniziative interessanti, legate allo sviluppo dell’Economia solidale:  fiere, mercati, centri commerciali, convegni, seminari, scuole, incontri  e manifestazioni varie, pubblicazione di guide e altro.<br />
Si  prevede uno sviluppo abbastanza rapido di questa nuova forma di  economia, soprattutto se gli enti pubblici daranno il loro contributo,  come è auspicabile</p>
</div>
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		<title>Raga10, associazioni in rete</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 13:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
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		<category><![CDATA[JAGOM]]></category>

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		<description><![CDATA[Vogliamo segnalarvi uno dei progetti di cui ci stiamo occupando direttamente. Si tratta di Raga10, un&#8217;iniziativa che riteniamo da conoscere e far conoscere. Non si tratta di un&#8217;attività aziendale, ma Luca ne è il coordinatore. L&#8217;acronimo sta per Rete Associazioni Giovanili Ambito 10 ed è promosso dall&#8217;ente Ambito Territoriale Sociale 10 (composto dai comuni di Fabriano, Cerreto d&#8217;Esi, Genga, Sassoferrato, Serra San Quirico). All&#8217;atto pratico, RAGA10 vuole mettere in rete le associazioni dei cinque comuni per dar loro visibilità e perchè esse possano anche coordinarsi fra loro. Sul sito della rete (realizzato ovviamente con Software Libero) è infatti presente una &#8230; <a href="http://www.befair.it/2011/07/14/raga10-associazioni-in-rete/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vogliamo segnala<a href="http://www.raga10.org"><img class="alignright" style="margin: 1em;" title="Raga10 logo" src="http://www.piazzalta.it/Immagini/raga10.png" alt="" width="162" height="96" /></a>rvi uno dei progetti di cui ci stiamo occupando direttamente. Si tratta di Raga10, un&#8217;iniziativa che riteniamo da conoscere e far conoscere. Non si tratta di un&#8217;attività aziendale, ma Luca ne è il coordinatore.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acronimo sta per Rete Associazioni Giovanili Ambito 10 ed è promosso dall&#8217;ente Ambito Territoriale Sociale 10 (composto dai comuni di Fabriano, Cerreto d&#8217;Esi, Genga, Sassoferrato, Serra San Quirico).</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;atto pratico, RAGA10 vuole mettere in rete le associazioni dei cinque comuni per dar loro visibilità e perchè esse possano anche coordinarsi fra loro. <a title="RAGA10" href="http://www.raga10.org/" target="_blank">Sul sito della rete</a> (realizzato ovviamente con Software Libero) è infatti presente una pagina-vetrina per le associazioni ed un calendario in cui ognuna di esse può pubblicare le proprie iniziative, per cercare di sovrapporle alle altre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team di animazione che ha dato vita al progetto è composto da Polis Arte, <a title="PDP" href="http://pdp.linux.it/" target="_blank">PDP</a> e <a title="InArte" href="http://www.inquota.it/inarte/home.htm" target="_blank">InArte</a> e si sta allargando a comprendere giovani che vi si dedicano con continuità. Si coordinano in riunioni settimanali e attraverso la nostra piattaforma <a title="JAGOM" href="http://www.jagom.org/">JAGOM</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è ancora giovane, essendo nato nell&#8217;autunno scorso, ma le attività fervono e i ragazzi che vi si dedicano sono assai motivati, quindi restate in ascolto e aiutateci a farlo conoscere!</p>
<p style="text-align: justify;">Ora ci stiamo preparando per la <a title="Festa del volontariato" href="http://www.raga10.org/evento/" target="_blank">Notte Tricolore del Volontariato</a>: una grande festa per il volontariato del territorio in cui parteciperanno tante altre associazioni, gruppi musicali, gruppi sportivi, e attrazioni di altro genere. Ci sarà perfino il FREESTYLE e i preparativi fervono!</p>
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		<title>Motori di ricerca ecologici</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[EcoSol]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci è stato segnalato un sito che per noi rappresenta davvero una novità. Si tratta di Ecosia, un motore di ricerca che dona almeno l’80% dei suoi guadagni (quelli derivanti dai click sui collegamenti sponsorizzati) per sostenere progetti di protezione della foresta pluviale, gestiti dal WWF. Stando al sito stesso, nel primo anno sono stati donati circa 150.000 euro al Juruena National park, in Brasile. Il server di Ecosia è alimentato da energia verde (al 99% idrica) fornita da Greenpeace Energy. I server utilizzati per le ricerche, però, sono quelli di Bing e Yahoo, assolutamente non ecologici, un po&#8217; come &#8230; <a href="http://www.befair.it/2011/03/15/motori-di-ricerca-ecologici/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci è stato segnalato un sito che per noi rappresenta davvero una novità. Si tratta di <strong><span style="color: #339966;"><a title="Ecosia" href="http://ecosia.org/" target="_blank">Ecosia</a></span></strong>, un motore di ricerca che dona almeno l’80% dei suoi guadagni (quelli derivanti dai click sui collegamenti sponsorizzati) per sostenere progetti di protezione della foresta pluviale, gestiti dal WWF. Stando al sito stesso, nel primo anno sono stati donati circa 150.000 euro al Juruena National park, in Brasile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il server di Ecosia è alimentato da energia verde (al 99% idrica) fornita da Greenpeace Energy. I server utilizzati per le ricerche, però, sono quelli di Bing e Yahoo, assolutamente non ecologici, un po&#8217; come tutti gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuridicamente, dietro Ecosia c&#8217;è una social business, cioè &#8220;una società non focalizzata sulla massimizzazione del profitto,  ma sulla risoluzione di un problema della società. Differentemente da  un’organizzazione di beneficenza, Ecosia lavora come una società nel  senso tradizionale del termine. Ciò significa che Ecosia non è sostenuta  dalle donazioni, perché genera denaro attraverso l’offerta di servizi  al mercato. Come una società tradizionale, i costi dei dipendenti,  dell’amministrazione, della pubblicità e dell’IT sono finanziati dai  guadagni. A differenza delle società orientate al profitto, gli introiti  restano all’interno di Ecosia e sono destinati alla risoluzione di  problemi o al miglioramento dei servizi&#8221;. Questa forma di società fu ideata dal vincitore del premio Nobel per la pace  <a title="Muhammad Yunus su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus" target="_blank">Muhammad Yunus</a>, con l&#8217;intento di creare un modello economico più umano e sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà io conoscevo già <a title="ecocho" href="http://www.ecocho.it/" target="_blank"><span style="color: #00ff00;"><strong>eco</strong></span><span style="color: #333300;"><strong>cho</strong></span></a>, il quale per ogni mille semplici ricerche pianta due alberi. Purtroppo al momento risulta disabilitato.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi si pone dei <a title="dubbi su Ecosia" href="http://www.greenme.it/tecno/internet/1632-ecosia-il-primo-motore-di-ricerca-ecologico-tutto-vero" target="_blank">dubbi a proposito di Ecosia</a> e si chiede, ad esempio, come possa sopravvivere con solo il 20%, oppure sostiene che utilizzi espressioni ingannevoli (ma le <a title="Ecosia faq" href="http://www.ecosia.org/faq.php" target="_blank">FAQ</a> mi sembrano sufficientemente trasparenti).</p>
<p style="text-align: justify;">Che dire? Il rischio di <a title="greenwashing su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Greenwashing" target="_blank">greenwashing</a> è sempre dietro l&#8217;angolo ed è bene informarsi per non farsi ingenuamente raggirare, ma nel frattempo proverò personalmente il servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesca</p>
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		<title>Le cinque vie</title>
		<link>http://www.befair.it/2010/12/28/le-cinque-vie/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 18:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[EcoSol]]></category>
		<category><![CDATA[FLOSS]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Una decina di giorni fa è stato pubblicato sul sito di REES Marche un interessante articolo ad opera di Loris Asoli, tra i fondatori della Rete di Economia Etica e Solidale, al quale siamo legati da un rapporto di amicizia oltre che di profonda stima, data dal suo impegno quotidiano. Con questo articolo, Loris fornisce un quadro d&#8217;insieme di come si sta realizzando un rinnovamento dal basso delle dinamiche economiche locali. É un&#8217;analisi degli impegni e delle azioni grandi e piccole che già da anni diverse persone, singolarmente e in gruppi, hanno deciso di compiere e che stanno portando al &#8230; <a href="http://www.befair.it/2010/12/28/le-cinque-vie/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una decina di giorni fa è stato pubblicato sul sito di <a title="REES Marche" href="http://web.resmarche.it/resmarche/index.html" target="_blank">REES Marche</a> un interessante <a title="articolo cinque vie" href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2082.html" target="_blank">articolo</a> ad opera di <strong>Loris Asoli</strong>, tra i fondatori della Rete di Economia Etica e Solidale, al quale siamo legati da un rapporto di amicizia oltre che di profonda stima, data dal suo impegno quotidiano. Con questo articolo, Loris fornisce un quadro d&#8217;insieme di come si sta realizzando un rinnovamento dal basso delle dinamiche economiche locali. É un&#8217;analisi degli impegni e delle azioni grandi e piccole che già da anni diverse persone, singolarmente e in gruppi, hanno deciso di compiere e che stanno portando al miglioramento della vita quotidiana e della consapevolezza civica di  molti.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi condividiamo gli ideali che stanno alla base di queste cinque vie per il  rinnovamento, gli stessi ideali per i quali ci siamo associati a REES Marche a  partire dalla fondazione di BeFair; le azioni e i progetti che stiamo portando  avanti si inquadrano in questa sintesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo di seguito il testo integrale dell&#8217;articolo.</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Le cinque vie per la costruzione</strong></h1>
<h1 style="text-align: center;"><strong>di una nuova civiltà etica</strong></h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Il bisogno di rinnovare dalle radici la nostra civiltà si fa sempre più pressante e urgente, di fronte alla crisi economica, culturale, valoriale, istituzionale, ecologica, energetica, climatica.<br />
Tante persone cercano di muoversi in qualche direzione, per porre degli argini al degrado e costruire su nuove basi.  Molti stimoli giungono da più parti, persone, associazioni, esperienze, movimenti.<br />
Vediamo quali sono le cinque direzioni lungo le quali ci si sta muovendo per realizzare un rinnovamento etico e strutturale.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>1.  PRATICHE VIRTUOSE</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Molte persone ed esperienze si muovono nella direzione di attivare nella loro vita quotidiana e nel loro lavoro, pratiche virtuose contrapposte alle pratiche usuali che vengono ritenute come negative.  Così è, per esempio, la pratica dell&#8217;agricoltura biologica rispetto a quella chimica, la pratica del commercio equo rispetto al commercio convenzionale, la pratica della finanza etica, del software libero e della condivisione delle conoscenze, delle produzioni ecologiche, del Km-zero o della filiera corta, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, della sobrietà nei consumi, dei Gruppi di acquisto solidale, delle produzioni cooperative, delle medicine olistiche e tante altre pratiche virtuose.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>2.  RETI E DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Una pratica più avanzata, che ha le precedenti come base, è quella delle reti e dei distretti di economia solidale (RES/DES).  Le pratiche virtuose precedenti, inserite nell&#8217;attuale sistema, rischiano di essere ad esso funzionali attenuandone le criticità, che però dipendono dal sistema stesso e possono essere risolte solo con un cambiamento sistemico.  Le RES e i DES rappresentano un tentativo, ancora molto giovane, di mettere insieme, sui territori, tutti i settori produttivi virtuosi, per un progetto comune di costruzione diretta, dal basso, di una nuova economia e una nuova cultura, fondate sui valori, principi e pratiche dell&#8217;ecologia e dell&#8217;equità sociale.  Questo tentativo è basato sull&#8217;incontro diretto tra produttori, consumatori, finanziatori e, possibilmente, istituzioni locali, per porre in essere un sistema di nuove pratiche economiche, fondate sulla collaborazione e la piena trasparenza, oltre che sulla ecologia e l&#8217;equità.  Il rinnovamento dovrebbe coinvolgere, oltre al mondo economico anche quello culturale e quello istituzionale, verso una nuova democrazia più effettiva e partecipata. Si tratta di una concezione &#8220;glocalistica&#8221;, in cui si cerca di porre le basi del nuovo sistema a livello di distretti locali (DES), ma con un coordinamento delle esperienze che salga, solo per gli aspetti necessari, verso le regioni, gli stati, i continenti, fino a realizzare una nuova economia e civiltà planetaria, nel rispetto della libertà di tutti e della &#8220;biodiversità&#8221; delle esperienze.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>3.  COMUNITÁ</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Un altro terreno su cui il movimento rinnovatore si muove è quello del tentativo di costruire Comunità, fondate su valori e principi comuni, che creino in piccolo modelli di vita sociale, comunitaria e abitativa alternativi a quelli usuali.   Di fronte al degrado della vita sociale e istituzionale, alla riduzione sempre più accentuata delle garanzie sociali, ad una vita anonima, individualizzata e conflittualizzata,  si cerca di porre rimedio con esperienze comunitarie di vario genere: ecovillaggi, villaggi ecosolidali, co-housing (abitazioni collettive, con spazi comuni), piccole comunità di lavoro, o di abitazione, comunità di accoglienza, comunità su basi ideali o spirituali o religiose, ritorno alla terra verso l&#8217;autosufficienza per sganciarsi il più possibile da un sistema ritenuto non più tollerabile per i suoi effetti mortiferi sulla vita del pianeta e delle persone.   Mentre le pratiche virtuose e le Reti e Distretti di Economia solidale puntano ad una trasformazione della intera società, le esperienze comunitarie tendono a creare dei piccoli modelli e spazi in cui la vita individuale quotidiana possa avvenire subito in un contesto diverso e migliore di quello conflittuale e conflittualizzante della nostra società attuale.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>4.  GRUPPI POLITICI</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Nonostante la crisi della politica, ci sono gruppi e movimenti che non vogliono rinunciare al metodo &#8220;democratico&#8221; delle elezioni, per portare un rinnovamento della politica, delle istituzioni e della società, con programmi alternativi a quelli convenzionali o portando con forza all&#8217;attenzione pubblica soltanto alcune tematiche specifiche, come quella dei beni comuni, dell&#8217;acqua pubblica, della difesa del territorio, della difesa delle varie libertà o dei posti di lavoro.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>5.  PRATICHE DI EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA</em></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Forse il movimento più sotterraneo e più consistente, che prepara un rinnovamento, è quello che vede nella attuale società lo specchio della coscienza degli individui e punta, per primo, al rinnovamento interiore come base per il rinnovamento esteriore.  C&#8217;è da dire che ci sono un&#8217;infinità di gruppi, di ogni genere, e tendenze culturali e spirituali le più disparate, anche molto contraddittorie fra di loro, per cui occorre fare attenzione.  Ciascuno potrà trovare un percorso adatto alla propria fase di vita, cercando di stare alla larga da gruppi e pratiche dove siano richiesti sostanziosi apporti finanziari o si crei dipendenza da persone o sostanze o si realizzi una netta separazione dalle persone fuori dal gruppo.   Di comune si fa strada la consapevolezza dell&#8217;importanza del mondo interiore dell&#8217;uomo, fatto dei suoi pensieri, immaginazioni, sentimenti, emozioni, sensazioni, impulsi volitivi, intenti, fino alle capacità intuitive, meditative, contemplative, di ispirazione e sensitive.  Il tutto ha una costellazione diversa per ogni individuo, chiamata &#8220;coscienza&#8221; o &#8220;stato di coscienza&#8221; dell&#8217;individuo ( senza che per questo si debbano trascurare &#8220;stati di coscienza&#8221; di gruppi, comunità, popoli).<br />
Molte persone e molti gruppi lavorano appunto per una evoluzione positiva dello stato di coscienza individuale, sia per favorire l&#8217;acquisizione di nuove capacità e valori, o la guarigione da malattie o la liberazione da programmi interiori negativi, sia per porre le basi di una nuova etica individuale e sociale.  Tutto questo mentre i vari mass media incancreniti continuano a propinare i valori del successo personale, del potere, della ricchezza esteriore, dell&#8217;apparire, del conflitto, della violenza, del consumismo ad oltranza, del corpo mercificato, della menzogna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; necessario invece che gli uomini e le donne di buona volontà continuino a muoversi, con motivazione ma anche con gioia e spontaneità, lungo le cinque vie del rinnovamento.   Sono le minoranze profetiche che hanno sempre portato la trasformazione positiva del vivere sociale.   E sembra sia giunto il tempo di preparare mutamenti epocali e planetari, anche se a partire dal piccolo, dalla vita quotidiana, dalla propria coscienza e dalle esperienze di unità e comunità che si riesca a realizzare con gli altri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questo articolo non ho voluto approfondire nessuna delle cinque vie, ma solo metterle insieme come una unità.  E&#8217; importante che non le si veda come fra loro contrapposte, dedicandosi esclusivamente all&#8217;una e trascurando o svalorizzando le altre. Una visione olistica,  una visione sistemica e globale, che cerchi di cogliere i nessi fra le parti, ci porta a dare importanza a tutte le cinque vie, anche se nella nostra vita individuale riusciremo a dare ad esse energie differenziate, più a una o due di queste vie che non a tutte contemporaneamente.</em></p>
<div><strong>Le cinque vie per la costruzione di una nuova civiltà etica</strong>, Loris Asoli, 13 dicembre 2010</div>
<div><a href="http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2082.html" target="_blank">http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2082.html</a></div>
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		<title>Wikicrazia</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 09:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[EcoSol]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[FLOSS]]></category>
		<category><![CDATA[JAGOM]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana  scorsa ho assistito alla presentazione di &#8220;Wikicrazia &#8211; L&#8217;azione di governo al tempo della rete: capirla, progettarla, viverla da protagonista&#8221;, che entra di diritto nella biblioteca di BeFair. Il libro introduce alle politiche wiki (cioè le politiche pubbliche nell&#8217;era di internet), ai loro punti di forza e debolezza. L&#8217;autore, Alberto Cottica, l&#8217;ha scritto e, soprattutto, riscritto grazie a 50 collaboratori che hanno interagito col suo blog. Alla presentazione, Cottica ha tenuto a chiarire che nel volume non si parla di politica, ma di politiche, e in particolare di come i cittadini, collaborando tra loro, possono aiutare il governo e &#8230; <a href="http://www.befair.it/2010/11/07/wikicrazia/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana  scorsa ho assistito alla <a title="presentazione Wikicrazia" href="http://www.cottica.net/2010/10/25/wikicrazia-goes-to-bologna/" target="_blank">presentazione</a> di &#8220;<a title="Wikicrazia" href="http://www.cottica.net/wikicrazia/" target="_blank">Wikicrazia</a> &#8211; L&#8217;azione di governo al tempo della rete: capirla, progettarla, viverla da protagonista&#8221;, che entra di diritto nella biblioteca di BeFair. Il libro introduce alle <em>politiche wiki</em> (cioè le politiche pubbliche nell&#8217;era di internet), ai loro punti di forza e debolezza.<a href="../wp-content/uploads/2010/11/Wikicrazia.jpg"><img class="alignright" title="Wikicrazia" src="../wp-content/uploads/2010/11/Wikicrazia-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;autore, Alberto Cottica, l&#8217;ha scritto e, soprattutto, riscritto grazie a 50 collaboratori che hanno interagito col suo <a title="Blog Alberto Cottica" href="http://www.cottica.net/" target="_blank">blog</a>.</p>
<p>Alla presentazione, Cottica ha tenuto a chiarire che nel volume non si parla di politica, ma di politiche, e in particolare di come i cittadini, collaborando tra loro, possono aiutare il governo e le amministrazioni locali a prendere decisioni e di come i decisori pubblici possono farsi aiutare. Una pubblica amministrazione, infatti, deve capire che il cittadino non è un  nemico&#8230; ma neanche le amministrazioni lo sono per i cittadini, perchè  sono fatte di persone.</p>
<p>Cottica ci convince che ci sono le potenzialità attuare cambiamenti nell&#8217;amministrazione della cosa pubblica in Italia e che tutti oggi possono &#8220;contribuire almeno in piccola parte a  questo cambiamento: bastano un po&#8217; di tempo, un po&#8217;  di pazienza e un  computer&#8221;. Abbiamo i canali per aggregare chi ci tiene. Cottica non ha più voglia di aspettare, vuole avere un impatto qui e oggi.</p>
<p>Il libro è appunto pensato per gli <em>eroi locali</em>, sia tra i cittadini sia tra i decisori pubblici:</p>
<ul>
<li>si riferisce al contesto italiano, per far capire che è attuabile qui;</li>
<li>il gergo non è tecnico;</li>
<li>gli esempi riportati derivano dall&#8217;esperienza diretta dell&#8217;autore.</li>
</ul>
<p>Nella parte centrale del volume, l&#8217;autore propone un esalogo per guidare alla creazione di politiche wiki, che io qui riassumo:</p>
<ol>
<li>Accettare il <span style="color: #006400;"><strong>cambiamento</strong></span>: il web ha aperto nuove vie ai cittadini per informarsi e partecipare e le amministrazioni risultano costantemente controllate e giudicate, ma in senso positivo. Dice Cottica: &#8220;Fai sapere qual è l&#8217;argomento, aspetta e arriveranno da te persone competenti e interessate&#8221;.</li>
<li>Aderire al concetto di <span style="color: #808000;"><strong>community</strong></span>: cioè fidarsi delle persone. Un ambiente online può essere indirizzato e moderato, incanalato. Coloro che lo frequentano sono tendenzialmente bene intenzionati e civili, soprattutto nelle politiche pubbliche: il cittadino vuole collaborare.</li>
<li>Adottare una <span style="color: #006400;"><strong>trasparenza radicale</strong></span>: se dai l&#8217;impressione di nascondere qualcosa, perdi fiducia; se dimostri disponibilità verso il cittadino, acquisti credibilità. Altra argomentazione: la trasparenza aiuta l&#8217;attenzione ai dettagli, perchè occhi nuovi che guardano vecchi dati individuano più sfumature o errori.</li>
<li>Portare <span style="color: #808000;"><strong>rispetto</strong></span>: se parli alla rete devi essere disposto a mantenere <em>promesse credibili</em>, ad ascoltare e rispondere. In questo contesto, rispettare significa abilitare, cioè dare potere di dire e fare.</li>
<li>Parlare con <strong><span style="color: #006400;">voce umana</span></strong>: i messaggi devono essere concreti e non devono venire sfatati nella realtà. La rete vuole parlare di fatti, non &#8230; fantasie!</li>
<li>Accettare la <span style="color: #808000;"><strong>meritocrazia</strong></span>: i processi collaborativi producono meritocrazia, non uguaglianza, per una sorta di selezione naturale basata sull&#8217;interesse che genera un contenuto di qualità. Bisogna quindi concentrarsi sul garantire un libero accesso alla discussione, in modo che chi lo merita possa emergere.</li>
</ol>
<p>BeFair invita alla lettura e ad incontrare Alberto Cottica all&#8217;evento &#8220;<a href="http://www.fammisapere.info">Fammi sapere</a>&#8221; organizzato per il 20 novembre a Senigallia da <a title="Sito di InformaEtica" href="http://www.informaetica.it/" target="_blank">InformaEtica</a> e dal Comune di Senigallia. Noi ci saremo! <a title="Programma del convegno &quot;Fammi sapere&quot;" href="http://fammisapere.info/programma/" target="_blank">Clicca qui per il programma</a></p>
<p>Francesca</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ManiTese e la Sovranità alimentare</title>
		<link>http://www.befair.it/2010/10/16/manitese-e-la-sovranita-alimentare/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 23:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[EcoSol]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi si celebra la Giornata Mondiale per l&#8217;Alimentazione e ManiTese lancia la campagna Food for World, un progetto pluriennale per educare il consumatore al concetto di Sovranità alimentare. &#8220;Sovranità alimentare significa possibilità per gli Stati, le regioni, le comunità locali in tutto il mondo di decidere autonomamente cosa produrre&#8221; e come farlo. Pensate: se la realtà fosse questa, e non quella dettata dalle multinazionali, ogni popolazione del pianeta potrebbe scegliere le tecniche agricole (salvaguardando anche le tradizioni locali), produrre cibi più sani e stabilire liberamente i prezzi adeguandoli ai mercati locali. Non è esagerato dire che in questo modo si &#8230; <a href="http://www.befair.it/2010/10/16/manitese-e-la-sovranita-alimentare/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si celebra la Giornata Mondiale per l&#8217;Alimentazione e <a title="ManiTese" href="http://www.manitese.it/landing/" target="_blank">ManiTese</a> lancia la campagna <a title="Food for World" href="http://www.manitese.it/campagne/agricoltura-commercio-e-finanza/food-for-world/" target="_blank">Food for World</a>, un progetto pluriennale per educare il consumatore al concetto di <strong>Sovranità alimentare</strong>.<br />
&#8220;Sovranità alimentare significa possibilità per gli Stati, le regioni, le comunità locali in tutto il mondo di decidere autonomamente cosa produrre&#8221; e come farlo.</p>
<p>Pensate: se la realtà fosse questa, e non quella dettata dalle multinazionali, ogni popolazione del pianeta potrebbe scegliere le tecniche agricole (salvaguardando anche le tradizioni locali), produrre cibi più sani e stabilire liberamente i prezzi adeguandoli ai mercati locali. Non è esagerato dire che in questo modo si combatterebbe la povertà e la fame, perché aumenterebbe la produttività agroalimentare e l’autosufficienza delle comunità locali.</p>
<p>Il principio della Sovranità alimentare è sconosciuto ai più e ManiTese si pone proprio l’obbiettivo di informare e coinvolgere “tutti i consumatori del Nord del mondo, ma anche gli enti locali e le istituzioni europee”. Comincerà questo fine settimana, dalle <a title="piazze italiane" href="http://www.manitese.it/campagne/agricoltura-commercio-e-finanza/cento-piazze/" target="_blank">piazze italiane</a>.</p>
<p>Francesca</p>
<p>da <a title="Criticamente" href="http://www.criticamente.it/movimenti/18727" target="_blank">Criticamente</a></p>
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		<title>La storia delle cose, di Annie Leonard</title>
		<link>http://www.befair.it/2010/08/28/la-storia-delle-cose-di-annie-leonard/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 11:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[EcoSol]]></category>

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		<description><![CDATA[Annie Leonard è un&#8217;amante della natura ed un&#8217;attenta osservatrice della società americana. Fin dal college si è posta domande sui rifiuti, sulla loro produzione e sul loro riciclaggio. Negli anni ha approfondito questa indagine e ha creato il sito The Story Of Stuff Project per diffondere il video che illustra il ciclo di produzione e smaltimento delle “cose”. È disponibile anche la versione doppiata in italiano, divisa in 3 parti: The story of stuff, italiano, parte 1 The story of stuff, italiano, parte 2 The story of stuff, italiano, parte 3 Con una grafica semplice e un linguaggio diretto, Annie &#8230; <a href="http://www.befair.it/2010/08/28/la-storia-delle-cose-di-annie-leonard/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Annie Leonard è un&#8217;amante della natura ed un&#8217;attenta osservatrice della società americana. Fin dal college si è posta domande sui rifiuti, sulla loro produzione e sul loro riciclaggio. Negli anni ha approfondito questa indagine e ha creato il sito <a title="The Story Of Stuff Project" href="http://www.storyofstuff.com/index.php" target="_blank">The Story Of Stuff Project</a> per diffondere il video che illustra il ciclo di produzione e smaltimento delle “cose”.</p>
<div style="text-align:center; margin:1em;">
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="474" height="286" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9GorqroigqM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="474" height="286" src="http://www.youtube.com/v/9GorqroigqM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</div>
<p>È disponibile anche la versione doppiata in italiano, divisa in 3 parti:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=18a1GQUZ1eU">The story of stuff, italiano, parte 1</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fRrpNgIG0jA">The story of stuff, italiano, parte 2</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WwAgiNbcsIg">The story of stuff, italiano, parte 3</a></p>
<p>Con una grafica semplice e un linguaggio diretto, Annie svela molti retroscena del sistema attuale e della sua insostenibilità. Fra le possibilità a nostra disposizione per ridurre la produzione di rifiuti mi pare tralasci il riutilizzo delle materie seconde e forse non dà il giusto peso alle ingenti quantità di denaro che la catena produttiva mondiale coinvolge, ma il messaggio è molto chiaro e lo condividiamo in pieno.</p>
<p>Traduco ora alcuni passaggi conclusivi del video.</p>
<p>&#8220;… vedete che si tratta di un sistema in crisi. Lungo tutto il percorso, ci scontriamo con molti limiti, dal cambiamento del clima al calo della felicità, e semplicemente non funziona. Ma la buona notizia riguardo ad un problema così diffuso è che si può intervenire in molti modi. Ci sono persone che lavorano alla salvaguardia delle foreste e ad una produzione pulita. Persone che lavorano ai diritti dei lavoratori, al commercio equo e solidale, al consumo consapevole, al blocco degli inceneritori e, più importante, a ricordare al nostro governo che dovrebbe essere da persone per le persone. Questo lavoro è davvero importante, ma le cose cominceranno a cambiare davvero quando vedremo le connessioni, quando vedremo il disegno complessivo. Quando le persone di questo sistema si uniranno, possono rigenerare e trasformare questo sistema lineare in qualcosa di nuovo, un sistema che non consuma risorse nè persone.&#8221;</p>
<p>&#8220;Alcuni dicono che è visionario, idealista, che non potrà succedere mai. Ma io dico che il visionario è colui che vuole continuare a percorrere il vecchio sentiero. Quello è sognare.&#8221;</p>
<p>Nel sito sono citate tutte le fonti da cui provengono i dati esposti nell&#8217;animazione, oltre al <a title="testo story of stuff" href="http://www.storyofstuff.com/pdfs/annie_leonard_footnoted_script.pdf" target="_blank">testo integrale del video con annotazioni</a>.</p>
<p>Dobbiamo ancora visionare gli altri video prodotti dalla Leonard presenti sul sito e in futuro potremmo recensirli qui, ma questa è un’altra story.</p>
<p>Francesca</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di ritorno da Eco&amp;Equo</title>
		<link>http://www.befair.it/2009/12/03/di-ritorno-da-ecoequo/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 12:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[beFair]]></category>
		<category><![CDATA[EcoSol]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo tornati dalla fiera di Ancona, e subito siamo travolti da un turbinio di impegni&#8230; ! La fiera è stata un&#8217;esperienza bellissima, abbiamo sentito il calore della gente, persone che credono in quello che fanno, che sperano si possano cambiare le cose e si danno da fare rimboccandosi le maniche! Che dire ? Intanto grazie a tutti quelli che ci sono passati a trovare, ci hanno ascoltato e a quelli che ascolteranno Il gusto della pioggio . Siamo curiosi di sapere se avete apprezzato ! Al momento, come vi anticipavo, io (Luca) sto finendo il percorso del Master in Scienze &#8230; <a href="http://www.befair.it/2009/12/03/di-ritorno-da-ecoequo/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tornati dalla fiera di Ancona, e subito siamo travolti da un turbinio di impegni&#8230; !</p>
<p>La fiera è stata un&#8217;esperienza bellissima, abbiamo sentito il calore della gente, persone che credono in quello che fanno, che sperano si possano cambiare le cose e si danno da fare rimboccandosi le maniche! Che dire ? Intanto grazie a tutti quelli che ci sono passati a trovare, ci hanno ascoltato e a quelli che ascolteranno <em>Il gusto della pioggio </em>. Siamo curiosi di sapere se avete apprezzato !</p>
<p>Al momento, come vi anticipavo, io (Luca) sto finendo il percorso del Master in Scienze e Tecnologie del Software Libero di cui domani discuterò il progetto finale, mentre Francesca si prepara a una crociera di lavoro.</p>
<p>A breve pubblicheremo:</p>
<ul>
<li>nella sezione <a title="Pagina cultura libera" href="../cultura-libera" target="_self">Cultura libera</a>: la recensione dell&#8217;album</li>
<li>il sondaggio che vi abbiamo fatto compilare a Eco&amp;Equo</li>
<li>varie altre novita&#8217; &#8230; ma non vi possiamo anticipare tutto <img src='http://www.befair.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<p>Perciò <em>stay tuned ! </em>rimanete in linea e perdonateci questa breve attesa &#8230;</p>
<p>A presto</p>
<p>Luca</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FLOSS a Eco&amp;Equo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 18:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beFair</dc:creator>
				<category><![CDATA[EcoSol]]></category>
		<category><![CDATA[FLOSS]]></category>
		<category><![CDATA[JAGOM]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicizziamo l&#8217;evento SOFTWARE LIBERO E OPEN SOURCE: PROSPETTIVE E PROGETTUALITÀ PER LA REGIONE MARCHE E PER LE RETI SOCIO-ECONOMICHE LOCALI Venerdi 27 novembre 17:00 &#8211; 20:00 ad Ancona presso la fiera Eco&#38;Equo Evento LinkedIn: http://events.linkedin.com/FLOSS-Eco-Equo/pub/167715 Evento Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=194530940571&#38;ref=mf Un&#8217;ottima occasione per comprendere le motivazioni alla base del software libero: in che modo questo tipo di approccio può dare una spinta all&#8217;economia locale e soddisfare le esigenze di enti pubblici, scuole ed aziende ? Un appuntamento per conoscere e confrontarsi su esperienze, impressioni e casi di successo nell&#8217;adozione di software libero. Un momento di incontro con la comunità FLOSS marchigiana e &#8230; <a href="http://www.befair.it/2009/11/20/floss-a-ecoequo/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicizziamo l&#8217;evento<br />
SOFTWARE LIBERO E OPEN SOURCE: PROSPETTIVE E PROGETTUALITÀ PER LA REGIONE MARCHE E PER LE RETI SOCIO-ECONOMICHE LOCALI</p>
<p>Venerdi 27 novembre 17:00 &#8211; 20:00 ad Ancona presso la fiera Eco&amp;Equo</p>
<p>Evento LinkedIn: <a href="http://events.linkedin.com/FLOSS-Eco-Equo/pub/167715">http://events.linkedin.com/FLOSS-Eco-Equo/pub/167715</a><br />
Evento Facebook: <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=194530940571&amp;ref=mf">http://www.facebook.com/event.php?eid=194530940571&amp;ref=mf</a><br />
Un&#8217;ottima occasione per comprendere le motivazioni alla base del software<br />
libero: in che modo questo tipo di approccio può <em>dare una spinta<br />
all&#8217;economia locale e soddisfare le esigenze di enti pubblici, scuole ed<br />
aziende</em> ?</p>
<p>Un appuntamento per conoscere e confrontarsi su esperienze, impressioni e casi di successo nell&#8217;adozione di software libero. Un momento di incontro con la comunità FLOSS marchigiana e nazionale.</p>
<p>Maggiori informazioni all&#8217;indirizzo:<br />
<a href="http://flossmarche.netsons.org/wiki/index.php?title=FLOSS@EcoAndEquo">http://flossmarche.netsons.org/wiki/index.php?title=FLOSS@EcoAndEquo</a><br />
Vi ricordo che è possibile firmare la nostra petizione a favore della Proposta<br />
di Legge a sostegno di una libera società dell&#8217;informazione <strong></strong>su <a href="http://www.firmiamo.it/propostaleggeflossmarche">http://www.firmiamo.it/propostaleggeflossmarche</a></p>
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